mercoledì 11 Febbraio 2026
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Il Canto di Sant’Antonio Abate riporta la città alle sue radici col Gruppo Goliardico termolese

Foto Filippo Cantore

TERMOLI. Il Canto di Sant’Antonio Abate riporta la città alle sue radici: grande partecipazione per il percorso del Gruppo Goliardico Termolese.
Termoli ha ritrovato ieri uno dei suoi riti più identitari: il Canto di Sant’Antonio Abate, riproposto anche quest’anno dal Gruppo Goliardico Termolese sotto la guida di Stefano Leone e con la partecipazione di musicisti di primo piano. Un appuntamento che, ancora una volta, ha trasformato la città in un percorso sonoro capace di unire memoria popolare, devozione e comunità.
Il cammino musicale è partito alle 15.40 dall’Opera Serena, dove il gruppo ha portato il canto agli ospiti della struttura, aprendo la giornata con un momento di forte valore umano. Alle 17.00, nella Sala Consiliare del Comune, si è svolto il breve ma partecipato convegno dedicato alla tradizione antoniana, con gli interventi di Fernanda Pugliese, Stefano Zurlo, Marco Zurzolo e altri protagonisti impegnati nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio culturale locale. Un confronto che ha ribadito il ruolo del canto come elemento vivo della storia cittadina, non semplice rievocazione ma pratica condivisa.
La carovana musicale ha poi proseguito alle 18.15 presso la Farmacia Cappella, dove residenti e passanti si sono uniti al coro in un clima di festa spontanea, per concludere infine alle 19.10 in via XX Settembre, al bar Gustiamo, ultima tappa di una giornata intensa, seguita con attenzione e affetto da un pubblico eterogeneo.
Il successo dell’edizione conferma la capacità del Gruppo Goliardico Termolese di custodire e rilanciare una tradizione che appartiene alla città e che ogni anno trova nuova linfa nella partecipazione popolare. Un rito che non si limita a sopravvivere, ma continua a crescere, a muoversi, a parlare alla comunità con la forza semplice e diretta delle sue note.