TERMOLI. C’è un momento, nella sala di piazza Sacro Cuore a Termoli, in cui la terracotta smette di essere materia e torna a essere origine. Natale di terra, la performance ideata e diretta da Antonietta Aida Caruso, porta in scena un presepe che non si limita a essere osservato: interroga, provoca, chiama in causa. È un’opera che unisce scultura e teatro, radice antica e inquietudine contemporanea, trasformando un simbolo della tradizione in un dispositivo narrativo capace di parlare al nostro tempo.
Il racconto nasce dal libro Natale di terra, catalogo d’arte con testo narrativo della stessa Caruso, e mette al centro lo scontro – prima ancora che l’incontro – tra una ragazza di oggi e il presepe. Un dialogo serrato, quasi un corpo a corpo, in cui emergono i nodi irrisolti della società contemporanea: la condizione femminile e le disparità di genere, la violenza che attraversa le relazioni, la fragilità dei valori civili, il rapporto distorto con la politica, la rottura del legame con la natura, la dipendenza crescente dalle tecnologie. Temi che non appartengono alla retorica natalizia, ma alla vita reale, e che proprio per questo trovano nel presepe un contrappunto potente.
Le figure in terracotta – premiate in una precedente edizione de I Presepi nel Presepe di Pesche (IS) – diventano fulcro scenografico e presenza viva. La scenografia essenziale amplifica l’impressione che siano loro, le statue, a generare il dialogo, a prendere parola, a restituire alla protagonista uno sguardo capace di attraversare il buio senza smarrirsi. La materia, nel suo silenzio, si fa voce. Il fango, nella sua umiltà, si fa racconto.
Dopo la prima del 17 dicembre 2025 al Palazzo Ducale di Larino, in collaborazione con il teatro amatoriale Incerchio, la performance è approdata il 4 gennaio al Sacro Cuore di Termoli, trovando nel pubblico locale un ascolto attento e partecipe. Sul palco, interpreti di lunga esperienza provenienti dall’Altrotheatro di Ugo Ciarfeo – Annamaria Graziani (Maria), Franca Sciarretta (Alice), Michele Bevilacqua (Pastore) – hanno condiviso la scena con attori amatoriali del territorio: Michela Della Penna (voce narrante), Toni Narducci (Giuseppe), Mario Pinti (Gaspare), Antonio Mucciaccio (Melchiorre). Le canzoni di Toni Narducci hanno aperto e chiuso la recitazione, incorniciando l’opera con un tono intimo e popolare.
Natale di terra non è un semplice spettacolo: è un invito a guardare il presepe come specchio del presente, come luogo in cui l’antico continua a interrogare il nuovo, come spazio in cui il silenzio della notte di Natale diventa ascolto, attesa, possibilità. A Termoli, nel cuore di un quartiere che vive di relazioni e memoria, questa performance ha restituito al presepe la sua forza originaria: non un oggetto da contemplare, ma una domanda che ci riguarda.
EB


