venerdì 6 Febbraio 2026
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Teresio Di Pietro: “Orgoglioso di aver portato Tony Dallara a Montenero”

MONTENERO DI BISACCIA. La scomparsa di Tony Dallara riporta il pensiero a un legame con il Molise sempre a metà strada tra origine e ricordo. Nato a Campobasso nel 1936, il cantante che conquistò Sanremo nel 1960 non aveva mai trovato pieno riconoscimento nella sua terra natale, un paradosso che lui stesso non aveva mai nascosto.

Ce ne hanno messi di anni per consegnarmi un premio dal Molise… Non mi hanno neanche invitato a Campobasso una volta in 50 anni. Finalmente un premio, era ora. Non riesco a capire il perché… Mi devo imbalsamare ed andare in giro a dire che sono nato a Campobasso?”, raccontava Dallara durante una delle serate dedicate ai monteneresi illustri, sottolineando con ironia il ritardo del riconoscimento. “Conoscete le mie canzoni, sono contento di cantare, questa sera sono contento di essere qua a Montenero. Posso così dire di essere stato una volta a cantare nel Molise, per i molisani.

Oggi, a ricordare quei momenti, è Teresio Di Pietro, che racconta la serata di gala dei monteneresi famosi del 2016, organizzata per premiare Dallara insieme ad altre personalità legate alla regione.

Naturalmente succede che ogni volta che uno muore, ci si ricorda di chi è morto. Tony Dallara è vero che è nato a Campobasso, però lui con Campobasso non ci ha mai avuto rapporti. I campobassani non lo hanno mai chiamato, non ha mai fatto un concerto, né è stato oggetto di nessuna premiazione. Io sapevo di tutto questo. per questo motivo volli fortemente portare Toni Dallara a Montenero.

La serata fu lunga e intensa, con Dallara che mostrò subito un grande calore verso il pubblico. “Arrivò il treno, e si vedeva il modo in cui lui voleva affrontare il pubblico. Molti dicevano che non aveva rapporti con il Molise, addirittura che nascondeva di essere campobassano, ma lui dimostrava tutt’altro. Raccontò anche un aneddoto: quando a Campobasso si fece una colletta per restaurare una chiesa, lui da Milano mandò dei soldi per contribuire“.

Non solo musica, negli anni successivi, Dallara si dedicò all’arte, diventando un pittore apprezzato. Di Pietro conserva ancora un regalo che racconta bene la sensibilità dell’artista: “Mi regalò una ceramica molto molto bella, un piatto che tengo gelosamente incorniciato nella mia abitazione”.

E non mancò il riconoscimento pubblico verso chi lo aveva aiutato a tornare nel Molise: “Per tornare nel Molise, per fare una serata nel Molise, ci voleva l’avvocato Di Pietro”.

Oggi, alla luce della sua scomparsa, Di Pietro sottolinea con orgoglio il ruolo che ha avuto nel legare il cantante alla regione: “Il comune di Campobasso ha fatto una lettera, un saluto per ricordarlo però le cose erano un po’ diverse. Lui è stato dimenticato, letteralmente. E con un pizzico d’orgoglio posso dire di essere stato l’unico molisano riconosciuto anche da lui, ad averlo riportato qui per una serata e per premiarlo

Tra ricordi, premi e aneddoti, emerge chiaro il ritratto di un’artista che, pur lontano dal suo territorio, non ha mai dimenticato le sue radici e ha saputo restituire affetto e gratitudine verso chi lo accolse. Grazie a quella serata e al lavoro di Di Pietro, il Molise conserva oggi un pezzo importante della storia umana e artistica di Tony Dallara.

AZ