TERMOLI. Alla vigilia del 20 gennaio, giorno che precede la ricorrenza dedicata a San Sebastiano Martire, Termoli ha rinnovato uno dei suoi riti più autentici: i canti popolari in onore del Santo, patrimonio vivo della memoria cittadina. Qui la tradizione non è folclore da cartolina, ma identità condivisa, capace di coinvolgere i termolesi e affascinare chiunque vi si imbatta, anche sotto una pioggerellina insistente che non ha spento l’intensità della serata.
L’avvio dell’evento, come ormai da alcuni anni, è stato organizzato dall’Amministrazione Comunale insieme agli Istituti Comprensivi Brigida, Achille Pace e Bernacchia Schweitzer.
Sulla scalinata della Cattedrale, davanti a una Piazza Duomo gremita, è andato in scena il suggestivo “San Sebastiano dei Bambini”: oltre 200 giovani coristi e una cinquantina di musicisti, affiancati anche dai piccoli della scuola dell’infanzia, hanno aperto la serata con un’esibizione travolgente.
Le prime note hanno risuonato tra le pietre del borgo:
«Buona sera nobile gente, statevi tutti allegramente, per la festa di domani ricorre Santo Sebastiano…».
Non un semplice canto, ma un frammento di memoria collettiva.
Dalla Cattedrale il percorso è proseguito lungo Corso Nazionale, con tre tappe fino a Piazza Monumento, dove si è unito il gruppo folklorico “Aum Aum”.
Proprio qui si è vissuto uno dei momenti più intensi: gli Aum Aum hanno cantato insieme ai ragazzi e alle ragazze con disabilità dell’associazione Ark 21 and more, offrendo loro uno spazio autentico, non simbolico. I ragazzi, bravissimi, hanno tenuto il passo dei musicisti, regalando una lezione di inclusione e normalità che ha commosso tutti.
A chiudere il percorso, come da tradizione, il gruppo storico “’A Sartagne”, la cui esibizione è un vero quadro teatrale: Diocleziano, San Sebastiano, gli Angeli, i Centurioni romani e la voce inconfondibile del cantore Vincenzo Sciarretta danno vita a un racconto che attraversa i secoli.
Da alcuni anni, il gruppo dedica la performance a Nicola Carosone, amico e compagno di viaggio scomparso prematuramente ma ancora presente nel cuore di chi continua a cantare anche per lui.
Tradizione rispettata, vissuta e applaudita, alla presenza del vicesindaco e assessore alla Cultura, Sport e Spettacolo Michele Barile.
E mentre lavoravamo, alle nostre spalle abbiamo colto il commento spontaneo di alcuni visitatori del Nord Italia:
«Che bella questa cosa di tenere vive le tradizioni culturali. È importante conservare l’identità di un popolo».
Parole che condividiamo pienamente.
Finché Termoli continuerà a cantare San Sebastiano, continuerà anche a raccontare se stessa.
Michele Trombetta















