URURI. Il 2026, ad Ururi, è iniziato sotto la protezione della Vergine Maria; infatti, nel giorno di Capodanno, la statua settecentesca dell’Immacolata Concezione ha fatto solenne rientro nella Chiesa Madre.
La statua era stata oggetto di un importante e radicale restauro presso il laboratorio della dottoressa Tavano a Vasto, un intervento che ha richiesto impegno e pazienza e che ha portato alla luce l’originale fattura settecentesca del simulacro, attribuibile probabilmente allo scultore molisano Silverio Giovannitti, originario di Oratino (1724-1788).
Lo scorso 25 ottobre, la statua era stata portata a Roma, seppur non ultimata, per essere benedetta da Papa Leone XIV, nell’ambito di un’udienza giubilare, accompagnata da un centinaio di pellegrini di Ururi, guidati dal parroco don Michele Di Legge. Terminata l’udienza, la statua è tornata presso il laboratorio per la conclusione dei dettagli.
All’imbrunire di ieri, primo gennaio, la statua è stata accolta alle porte del centro abitato arbreshe ed accompagnata in Chiesa con una fiaccolata. Durante il tragitto c’è stata una sosta davanti alla casa comunale, dove il sindaco ha offerto un omaggio floreale alla Vergine Maria.
Durante l’omelia, il parroco don Michele ha spiegato all’assemblea le fasi del restauro e offerto spunti di meditazione, traendo ispirazione dai colori emersi a seguito dei lavori.
Non sono mancati i ringraziamenti alla Soprintendenza dei Beni Culturali che ha seguito con attenzione il restauro, alla professionalità della restauratrice e a tutti i parrocchiani che hanno contribuito economicamente e materialmente a questa iniziativa.











