venerdì 13 Febbraio 2026
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Acc non risponde su Termoli ma vince l’Innovation Fund dell’Ue sulla “transizione energetica”

TERMOLI. Mentre in Europa la corsa alle batterie accelera e ridisegna gli equilibri industriali del continente, a Termoli il silenzio continua a pesare come un macigno. Da giugno 2024 non arriva una sola comunicazione ufficiale sul progetto della Gigafactory, eppure Acc – la società che dovrebbe riconvertire l’attuale stabilimento Stellantis – avanza spedita nei dossier europei, conquista posizioni strategiche e incassa riconoscimenti che confermano il suo ruolo centrale nella filiera delle batterie.

L’ultimo, il più significativo, è l’inserimento tra i vincitori dell’Innovation Fund 2024, il programma Ue dedicato ai grandi progetti industriali capaci di sostenere la transizione energetica e rafforzare l’autonomia tecnologica europea. Un risultato che parla chiaro: Bruxelles considera Acc un attore chiave del futuro elettrico europeo, al punto da finanziare – dal 2026 – lo sviluppo delle linee BBD2 e della linea 4 di BBD1, dove verranno prodotte celle NMC di nuova generazione, ad alta densità energetica e basso tasso di autoscarica. Mentre in Francia si investe, si produce e si pianifica, in Italia – e soprattutto in Molise – resta invece sospesa la domanda che nessuno può più evitare: che fine farà Termoli? Perché se Acc consolida la propria presenza tra Parigi, Bruges, Nersac e Billy‑Berclau, dove oggi lavorano 2.000 dipendenti impegnati in una filiera europea che cresce e si rafforza, lo stabilimento molisano rimane intrappolato in un limbo fatto di annunci, rinvii e attese che logorano lavoratori, istituzioni e sindacati. Il riconoscimento europeo non è un dettaglio tecnico: è un segnale politico. Dice che l’Europa crede nelle Gigafactory, nella sovranità industriale, nella capacità di produrre in casa le tecnologie che serviranno alla decarbonizzazione.

E allora diventa inevitabile chiedersi se l’Italia intenda stare dentro questa traiettoria o restarne ai margini. Termoli, che per mesi è stata indicata come tassello strategico della riconversione Stellantis, oggi rischia di trasformarsi nel simbolo di un’occasione mancata. L’Innovation Fund è una leva potente, ma non basta se il progetto italiano resta fermo, se non si chiariscono tempi, investimenti, volumi produttivi, prospettive occupazionali. Il Molise non può essere la periferia industriale di un’Europa che corre. Serve una presa di posizione netta: dal governo, che deve dire cosa intende fare per difendere una filiera nazionale; da Stellantis, che non può continuare a rinviare decisioni vitali per centinaia di lavoratori; da Acc, che ora più che mai deve spiegare se Termoli rientra davvero nella sua strategia europea o se il futuro si sta spostando altrove. L’Europa ha parlato. Ora tocca all’Italia.

E Termoli, ancora una volta, resta in attesa di risposte che non possono più essere rimandate.

EB