venerdì 13 Febbraio 2026
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Coldiretti e Anci siglano un Protocollo d’Intesa che ridisegna il rapporto tra agricoltura e Comuni italiani

CAMPOBASSO. Coldiretti e Anci siglano a Roma un Protocollo d’Intesa che ridisegna il rapporto tra agricoltura e Comuni italiani, puntando su produzioni nazionali, tutela dei territori e modelli alimentari sani e sostenibili.

L’accordo inaugura una collaborazione strutturale che riconosce all’agricoltura un ruolo multifunzionale – presidio del paesaggio, garanzia di salute pubblica, fattore di coesione sociale – e attribuisce ai Comuni la funzione di cerniera tra comunità, imprese e servizi. Il Protocollo prevede un confronto periodico per uniformare l’applicazione delle norme che riguardano le aziende agricole, con un focus specifico sulla Tari, tema particolarmente sensibile per le peculiarità dei rifiuti prodotti dal settore primario.

Tra gli assi strategici dell’intesa emerge la ristorazione collettiva: l’obiettivo è aumentare nelle mense pubbliche e scolastiche l’utilizzo di prodotti made in Italy, locali, stagionali, biologici e provenienti da filiere corte, supportando i Comuni nella definizione di capitolati che introducano criteri stringenti di qualità, trasparenza e origine. Una direzione sostenuta dalla domanda dei cittadini: secondo Coldiretti/Censis solo il 38% giudica adeguate le informazioni oggi disponibili nelle mense, mentre l’86% chiede più alimenti freschi e di stagione. Accanto alle mense, il Protocollo dedica un capitolo all’educazione alimentare, con percorsi didattici, laboratori e progetti territoriali rivolti soprattutto ai giovani per promuovere corretti stili di vita, valorizzare la Dieta Mediterranea e contrastare la diffusione dei prodotti ultra-formulati, su cui Coldiretti ha più volte lanciato l’allarme.

“Questo Protocollo unisce due realtà che operano quotidianamente al servizio delle comunità – ha dichiarato il presidente nazionale di Coldiretti, Ettore Prandini – e ci permetterà di sostenere le aziende anche su temi normativi come la Tari, mettendo al centro cibo, salute e tutela dei territori”.

L’intesa sostiene inoltre la diffusione dei Mercati di Campagna Amica, individuando strutture comunali idonee per rafforzare la presenza dei farmers market, considerati essenziali nei centri minori per contrastare la desertificazione commerciale: secondo Noto Sondaggi, l’86% dei cittadini vorrebbe un mercato contadino nel proprio quartiere. La Fondazione Campagna Amica avrà un ruolo operativo decisivo, mettendo a disposizione la rete di mercati, fattorie didattiche e iniziative di agricoltura sociale per garantire accesso al cibo di qualità e made in Italy.

Il Protocollo interviene anche su filiere corte, turismo rurale e tutela del suolo agricolo, riconoscendo il valore identitario delle produzioni locali e promuovendo forme di welfare di prossimità attraverso l’agricoltura sociale, che oggi offre servizi a migliaia di persone con fragilità. Particolare attenzione è riservata all’imprenditorialità giovanile e femminile, considerata motore di innovazione e rigenerazione territoriale.

Un’alleanza, quella tra Comuni e agricoltori, che punta a costruire comunità più sane, consapevoli e resilienti, rafforzando il legame tra cibo, territorio e cittadinanza attiva.

EB