CAMPOBASSO. Dal Mercosur al Codice Doganale: una mobilitazione permanente che parte dall’Europa e arriva nei centri del Molise.
La battaglia sul Mercosur non è che l’ultimo capitolo. Dopo il voto del Parlamento europeo che ha rimandato l’accordo alla Corte di Giustizia, Coldiretti rilancia e apre un nuovo fronte: la revisione radicale del Codice Doganale dell’Unione, una norma che consente a prodotti extra UE di acquisire la dicitura “Made in Italy” semplicemente grazie a un’ultima lavorazione effettuata nel nostro Paese. “Una stortura che tradisce produttori e cittadini – denuncia il direttore regionale Aniello Ascolese – perché permette a merci provenienti da Paesi con standard inferiori di mascherarsi come italiane, alterando il mercato e ingannando i consumatori”.
Sulla stessa linea il presidente regionale Claudio Papa, che indica nel triplo concentrato di pomodoro cinese l’esempio più eclatante: “Arriva a basso costo, viene trasformato quel tanto che basta e diventa ‘italiano’. Un paradosso che danneggia le nostre imprese e mette a rischio la trasparenza delle filiere. Non c’è reciprocità su sicurezza alimentare, benessere animale, norme sul lavoro. Eppure questi prodotti competono con i nostri”.
È in questo quadro che Coldiretti ha scelto la strada della mobilitazione permanente, portando in piazza agricoltori e cittadini in Italia e in Europa. Le manifestazioni di Parma, Bari, Bruxelles e Strasburgo hanno segnato tappe decisive: dalla richiesta di maggiore rigore scientifico all’Efsa sui nuovi alimenti, alla difesa del grano italiano, fino alla contestazione delle scelte unilaterali della Commissione guidata da Ursula von der Leyen, spesso percepite come distanti dalle esigenze reali del settore primario europeo.
Un’azione sindacale continua che ha già prodotto risultati concreti: il recupero dei 90 miliardi sottratti alla PAC, che per l’Italia significano 9 miliardi di risorse certe per il periodo 2028-2034; e l’istituzione della CUN del grano duro, strumento atteso da anni per garantire un prezzo indicativo nazionale capace di arginare le speculazioni e impedire che il valore del prodotto scenda sotto i costi di produzione.
Ora la mobilitazione si sposta anche in Molise. Nei prossimi giorni Coldiretti avvierà una serie di assemblee territoriali nei principali centri della regione, con l’obiettivo di raccogliere istanze, criticità e proposte direttamente dalle aziende agricole. “Ascolto e confronto saranno le nostre parole d’ordine – annunciano Papa e Ascolese – perché ogni territorio ha esigenze specifiche e ogni impresa ha diritto di essere rappresentata. Da questo percorso nascerà una grande manifestazione regionale, aperta a tutti i cittadini-consumatori”.
Il Molise, terra di agricoltura di qualità e di filiere che resistono nonostante costi crescenti e concorrenza sleale, entra così nel cuore di una battaglia nazionale ed europea che riguarda tutti: produttori, trasformatori, famiglie. Una battaglia che Coldiretti intende portare avanti senza pause, fino a quando trasparenza, reciprocità e tutela del lavoro agricolo non diventeranno principi irrinunciabili delle politiche comunitarie.
EB
