mercoledì 11 Febbraio 2026
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Coldiretti plaude al tavolo apistico regionale: si parte col piede giusto, salviamo un comparto strategico

CAMPOBASSO. Segnali finalmente incoraggianti per l’apicoltura molisana dalla riunione del Tavolo Tecnico Apistico regionale, convocato nei giorni scorsi presso l’assessorato all’Agricoltura. Attorno al tavolo, insieme all’assessore Salvatore Micone e al gruppo tecnico regionale, le principali rappresentanze del settore: gli apicoltori Giovanna Cuomo per Coldiretti Molise e Antonio Carrelli per l’Associazione Allevatori Campania–Molise, chiamati a fotografare senza filtri lo stato di salute di un comparto che in Molise conta circa 900 apicoltori, di cui 536 hobbisti e 352 professionali, e una dotazione complessiva di 21.436 alveari. Numeri che, da soli, spiegano quanto l’apicoltura sia ormai una componente strutturale dell’economia agricola regionale, capace di generare reddito, presidio ambientale e identità territoriale.
Il quadro emerso, però, è tutt’altro che semplice: gli effetti del cambiamento climatico continuano a colpire duramente le produzioni, mentre il mercato del miele vive una crisi profonda, con prezzi all’ingrosso in caduta libera e costi di produzione in costante aumento. A peggiorare la situazione, l’arrivo sul mercato europeo di mieli esteri a prezzi stracciati, spesso utilizzati per comprimere il valore del prodotto italiano. Il caso limite resta quello del miele cinese, commercializzato – denuncia l’Associazione nazionale apicoltori di Coldiretti – a poco più di un euro al chilo, con una media generale che non supera i 2,9 euro/kg. Una dinamica che mette in ginocchio soprattutto le aziende professionali, sempre più schiacciate tra spese crescenti e margini ridotti all’osso.
Una boccata d’ossigeno potrebbe arrivare dal bando regionale “ACA 18”, misura che riconosce l’apicoltura come attività di interesse ambientale e strategica per la tutela della biodiversità e dei servizi ecosistemici, soprattutto in territori – come molti del Molise interno – dove gli impollinatori naturali sono in drastico calo. L’uscita del bando è prevista per febbraio 2026, una volta completato l’iter amministrativo, con una dotazione complessiva di circa un milione di euro distribuiti sulle annualità 2026, 2027 e 2028. Risorse attese da tempo, che potrebbero finalmente dare stabilità a un settore che vive di programmazione, investimenti e continuità.
Accanto al sostegno economico, il Tavolo ha evidenziato l’importanza di puntare sulla valorizzazione della qualità del miele molisano, sfruttando il nuovo Sistema di Qualità Nazionale – SQN Zootecnia, regime volontario istituito dal Ministero dell’Agricoltura per certificare e distinguere le produzioni di eccellenza. Uno strumento che, se applicato con rigore, può rafforzare il valore del miele italiano, contrastare le distorsioni di mercato e offrire agli apicoltori un vantaggio competitivo reale.
La sensazione, al termine dell’incontro, è che il Tavolo Tecnico abbia finalmente imboccato la strada giusta: confronto diretto, dati chiari, responsabilità condivise. Ora, però, serve velocità. Perché il Molise delle api – fatto di piccoli produttori, aziende familiari, giovani che investono, territori fragili che resistono – non può permettersi altri anni di attesa.

EB