CAMPOBASSO. Ricci (Uil Molise): “È l’anno delle risposte. Sanità, industria e sicurezza non possono più attendere”.
La Uil Molise inaugura il 2026 con un messaggio netto, privo di giri di parole: questo sarà l’anno in cui il territorio dovrà pretendere risposte strutturali, non più promesse. A scandire la linea è il segretario generale Gianni Ricci, che parla di “spartiacque decisivo per la tenuta socio‑economica del Molise” e di una stagione sindacale che non si limiterà alla denuncia, ma avanzerà proposte, rivendicazioni e mobilitazioni coordinate. Una strategia fondata sull’integrazione totale tra l’azione delle Categorie, impegnate nelle vertenze e nei rinnovi contrattuali, e la rete dei servizi confederali – Ital, Caf, Adoc, Uniat – primo presidio di tutela e legalità per migliaia di cittadini.
Al centro dell’agenda UIL resta la sanità pubblica, definita da Ricci “la priorità delle priorità”. Il sindacato rifiuta la logica dei tagli lineari e chiede un cambio di paradigma: potenziamento della medicina territoriale, investimenti sulla prossimità, valorizzazione del personale sanitario “oggi stremato da anni di sotto-organico e precarietà”. La UIL avverte che senza un sistema sanitario regionale solido, nessuna prospettiva di sviluppo può reggere.
Parallelamente, il fronte industriale torna ad essere un terreno di scontro e responsabilità. La vertenza automotive e l’intero indotto rappresentano per il Molise un banco di prova nazionale: servono piani industriali certi, transizioni accompagnate e non scaricate sui lavoratori, garanzie occupazionali reali. Ricci parla di “un territorio che non può più essere trattato come periferia sacrificabile”, richiamando istituzioni e imprese a un’assunzione di responsabilità non rinviabile. Stesso discorso per le infrastrutture: senza collegamenti adeguati, nessuna politica di crescita può essere credibile.
Il Segretario annuncia un monitoraggio serrato sull’utilizzo delle risorse del Pnrr, affinché si traducano in cantieri veri, opere utili e soprattutto in lavoro sicuro. La UIL ribadisce la battaglia contro gli infortuni e le morti sul lavoro, definendola “una ferita aperta che non può essere normalizzata”. Ai giovani, poi, il sindacato dedica un passaggio cruciale: “Dobbiamo restituire futuro e radici. Non possiamo continuare a formare competenze che poi il Molise perde per mancanza di opportunità”.
Nello sguardo complessivo non mancano pensionati e fasce fragili, per i quali la Uil rivendica politiche di welfare robuste e la difesa del potere d’acquisto, eroso da un’inflazione che continua a colpire soprattutto chi ha redditi fissi.
Ricci chiude con un messaggio che è insieme promessa e avvertimento: “Ci presenteremo ai tavoli istituzionali con spirito costruttivo, ma senza sconti. Pronti al dialogo, pronti alla mobilitazione se le risposte dovessero tardare o risultare insufficienti. Il nostro obiettivo per il 2026 è chiaro: essere il sindacato delle persone, un baluardo di diritti e una forza propulsiva per il riscatto del Molise. Nessun lavoratore, nessun cittadino sarà lasciato solo”.
EB
