TERMOLI. Le organizzazioni sindacali Faisa‑Cisal, Filt‑Cgil e Fit‑Cisl, in relazione allo sciopero politico regionale del Trasporto Pubblico Locale extraurbano tenutosi in data 16 gennaio 2026, esprimono la loro soddisfazione per l’esito della mobilitazione, con un’adesione complessiva stimata intorno all’85%, e in alcuni bacini prossima al 100%. Tale risultato dimostra che le ragioni della protesta sono state comprese e recepite dai lavoratori del settore.
Lo sciopero, proclamato e svolto per 5 ore, dalle ore 18:00 alle 23:00, ha coinvolto il personale dipendente delle aziende di trasporto pubblico extraurbano operanti in Molise ed è stato definito dagli stessi sindacati come atto necessario per denunciare la crisi strutturale in cui versa il TPL regionale.
Le organizzazioni sindacali ribadiscono che gli obiettivi e le motivazioni della protesta non si esauriscono in caratteri simbolici: la protesta nasce dal protrarsi di condizioni lavorative ed economiche particolarmente critiche per gli autoferrotranvieri, aggravate da gravi ritardi nei pagamenti degli stipendi e da un quadro gestionale caratterizzato da proroghe ripetute e mancanza di concorrenza tra operatori.
Le organizzazioni sindacali sottolineano inoltre che, nonostante richieste formali di confronto e numerose segnalazioni, alla data odierna non sembra esserci stata alcuna risposta efficace da parte della Regione Molise, né sono stati aperti veri tavoli di dialogo su temi fondamentali come:
- il pagamento puntuale delle retribuzioni e delle tredicesime dovute;
- l’avvio di verifiche indipendenti sulla qualità del servizio, sui tempi di percorrenza, sulle fermate e sulle condizioni di lavoro;
- un confronto sulla futura organizzazione del servizio e sulle gare di affidamento, con particolare riferimento alla proposta di un sistema a doppio lotto che rischierebbe di consolidare ulteriormente la presenza di aziende fragili e incapaci di garantire regolarità e qualità.
Secondo le organizzazioni sindacali, la mancata assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni regionali ha lasciato il settore “in mano alle aziende principali”, con scarso coinvolgimento dei lavoratori e senza una visione programmata e trasparente del futuro del Trasporto Pubblico Locale in Molise.
Pur consapevoli del disagio arrecato agli utenti, le organizzazioni sindacali ribadiscono che la protesta era diventata inevitabile per far emergere le criticità di un sistema che da tempo mostra segnali di profonda difficoltà organizzativa ed economica.

