GUGLIONESI. Riccardo Vaccaro rompe ancora una volta il silenzio e denuncia senza giri di parole quel sistema che a suo dire, nell’Unione dei Comuni del Basso Biferno, piega le norme per salvare un singolo e non per servire la comunità: quando la politica locale smette di essere presidio di legalità e diventa officina di escamotage, «il danno non è solo amministrativo ma culturale, perché si incrina la fiducia dei cittadini e si alimenta l’idea che il mandato popolare autorizzi a eludere divieti e costruire scorciatoie su misura.
È il caso del sindaco di Guglionesi, Bartolomeo Antonacci, che ha cumulato indennità in violazione della normativa — circostanza da lui stesso ammessa in campagna elettorale, salvo poi cambiare posizione una volta eletto — e ha imposto all’Unione di prendere atto delle sue dimissioni dal Consiglio unionale, irricevibili perché membro di diritto. La mancanza di una norma statutaria sulla sostituzione dei componenti di diritto ha spinto l’Ente a varare una modifica ad hoc il 30 gennaio, ma l’atto non ha efficacia retroattiva e non può sanare l’incompatibilità tra la presidenza di Finmolise S.p.A. e il ruolo di membro di diritto del Consiglio unionale».
Un intervento dettato da interessi personali, non da esigenze funzionali, e accelerato solo dopo i rilievi dell’Anac scaturiti dalla segnalazione del gruppo “Progetto Comune per Guglionesi”.
A completare il quadro, la Giunta di Guglionesi ha nominato il vicesindaco componente di diritto del Consiglio unionale (delibera n. 12 del 27 gennaio), precludendo al Comune la possibilità di assumere la presidenza dell’Ente e sacrificandola sull’altare dell’opportunismo politico».
«Da giovane professionista e amministratore sono sconcertato da condotte che nulla hanno a che vedere con l’interesse pubblico. Continuerò a lavorare con impegno affinché legalità e trasparenza non restino parole vuote. E se necessario — afferma il consigliere unionale Riccardo Vaccaro — farò ricorso a tutti gli strumenti previsti dalla legge per ristabilire il rispetto delle norme e della dignità istituzionale».
EB