TERMOLI. Il decreto autovelox trasmesso il 31 gennaio 2026 dal Mit al Mimit per l’avvio della procedura TRIS, con i conseguenti 90 giorni di “stand still”, segna una svolta strutturale nel sistema italiano di controllo della velocità: per la prima volta il Paese dispone di un censimento completo, verificabile e pubblico degli apparecchi in uso, mentre il testo normativo passa anche al vaglio del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.
Un iter fortemente voluto dal Ministro Matteo Salvini per riportare gli autovelox alla loro funzione originaria — prevenire incidenti — e sottrarli alla logica del gettito facile. I numeri ufficiali, emersi dal censimento nazionale, raccontano una realtà sorprendente: a fronte di circa 11 mila dispositivi informalmente presenti sul territorio, solo 3.800 sono stati registrati sulla piattaforma Mit e poco più di mille risultano automaticamente conformi ai requisiti di omologazione previsti dal nuovo decreto.
Una fotografia che impone trasparenza, responsabilità e un immediato riallineamento tecnico da parte degli enti locali.
Il Molise, con la sua rete viaria mista tra statali, provinciali e tratti urbani ad alta incidentalità, entra in questo nuovo quadro con un peso specifico particolare: Termoli, Campobasso, Isernia e i comuni del basso Molise dovranno verificare la piena regolarità dei dispositivi installati negli anni su assi strategici come la statale16, la Bifernina, la statale 87 e le arterie caratterizzate da forte traffico pendolare.
La piattaforma Mit, oggi consultabile pubblicamente, consente ai cittadini di verificare marca, modello, matricola, omologazione e stato di ogni apparecchio, mentre gli enti locali sono obbligati a registrare, aggiornare o spegnere i dispositivi non conformi. In una regione dove molti comuni hanno fatto affidamento sulle sanzioni per sostenere bilanci fragili, la stretta normativa rischia di produrre effetti immediati: riduzione delle entrate, aumento dei contenziosi, necessità di sostituire apparecchi obsoleti, obbligo di adeguare la segnaletica e di dimostrare la piena legittimità degli impianti.
Ora il decreto resta fermo per 90 giorni in attesa del via libera europeo e del parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici: solo dopo potrà essere adottato definitivamente, aprendo una fase in cui ogni autovelox dovrà essere non solo presente sulla mappa nazionale, ma anche pienamente conforme ai requisiti tecnici.
EB

