TERMOLI. Basso Molise, parte la costruzione del nuovo Piano Sociale di Zona: l’Ats apre il Tavolo di Concertazione e chiama a raccolta tutto il Terzo Settore.
Nel cuore amministrativo del Basso Molise si apre una delle fasi più delicate e decisive della programmazione sociale dei prossimi anni: l’Ambito Territoriale Sociale Basso Molise – che unisce Termoli e Larino insieme a 33 Comuni – ha istituito ufficialmente il Tavolo di Concertazione per la redazione del nuovo Piano Sociale di Zona, in attuazione del Piano Sociale Regionale 2025‑2027 e del Piano Regionale di Contrasto alla Povertà.
Un passaggio obbligato, ma soprattutto un banco di prova per misurare la capacità del territorio di costruire politiche condivise, leggere i bisogni reali delle comunità e trasformarli in interventi concreti.
Dal 30 gennaio al 10 febbraio 2026 gli Uffici di Piano di Termoli (via Madonna delle Grazie) e Larino (Palazzo Ducale) aprono le porte a enti del Terzo Settore, associazioni, fondazioni, cooperative, organismi di volontariato e soggetti iscritti al Runts (Registro del terzo settore), chiamati a portare contributi, proposte, criticità e visioni.
Una consultazione che non si limita agli attori strutturati: l’Ats invita anche gruppi informali, cittadini, parti sociali e realtà civiche, riconoscendo che la qualità della programmazione passa dalla capacità di ascoltare chi vive quotidianamente fragilità, disuguaglianze, bisogni educativi, problemi abitativi, isolamento, disabilità, povertà materiale e relazionale.
Il percorso entrerà nel vivo il 9 e 10 febbraio con tre tavoli tecnici tematici: Area Disabilità (Larino, Sala Freda), Fragilità e Inclusione Sociale Adulti (Termoli, Sala Consiliare) e Tavolo Adolescenti (Termoli, Sala Consiliare). Qui si definiranno priorità, interventi, modelli operativi e risorse, in un confronto che dovrà tenere insieme la complessità di un territorio vasto, diversificato e attraversato da dinamiche demografiche e socio‑economiche non semplici. Nessun compenso, nessun vantaggio automatico: la partecipazione non è un canale preferenziale per futuri affidamenti, ma un atto di responsabilità collettiva.
Entro l’8 febbraio gli Ets dovranno comunicare la propria adesione ai tavoli tecnici, mentre fino al 10 febbraio sarà possibile inviare contributi scritti e segnalazioni di fabbisogni specifici.
Sarà poi il Tavolo Tecnico del Piano Sociale di Zona a convocare il confronto finale sulla bozza del documento programmatico.
Si apre ufficialmente una stagione che può ridisegnare il welfare locale: ora la parola passa al territorio, chiamato a dimostrare che la concertazione non è un rito, ma un metodo per costruire politiche pubbliche più giuste, più efficaci e più vicine alle persone.
Emanuele Bracone

