TERMOLI. È ufficialmente partita la fase di scoping sul progetto eolico offshore “Rospo Offshore”, nel tratto di Adriatico compreso tra Termoli, Vasto e le isole Tremiti. L’iniziativa, del valore di 3,7 miliardi di euro, prevede la realizzazione di 67 torri da 15 MW ciascuna per una potenza complessiva di 1005 MW.
La procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) sarà transfrontaliera con la Croazia, e gli enti coinvolti sono chiamati a indicare entro il 29 marzo 2026 le questioni da approfondire e i metodi da utilizzare per la fase successiva.
Gli aerogeneratori saranno installati su fondazioni fisse e raggiungeranno un’altezza massima di 270 metri. La distanza minima dalla costa sarà di 21,5 km dal Molise e di circa 30 km dall’Abruzzo. Un cavidotto collegherà l’impianto alla terraferma all’altezza di Punta Penna a Vasto, proseguendo fino in Val Pescara, dove sarà realizzato anche un sistema di accumulo dell’energia BESS da 350 MW, composto da 490 container.
Il Forum H2O sottolinea il potenziale dell’eolico offshore, più sostenibile rispetto agli impianti a terra, ma ricorda che la valutazione non può essere superficiale. “Ogni impatto deve essere analizzato in maniera oggettiva, senza retorica e senza ipocrisie sul paesaggio”, avvertono gli esperti, citando la necessità di considerare anche gli aspetti economici e i costi/benefici.
Tra i principali punti critici da valutare ci sono le prossimità a aree protette, come la Zona di Protezione Speciale per gli Uccelli delle Tremiti, distante appena 700 metri dalla torre più vicina, e il passaggio vicino a una Important Bird Area. Alcuni errori nella documentazione depositata hanno già suscitato preoccupazioni, come l’assenza di riferimenti a Punta Aderci, attraversato dal cavidotto secondo le carte del progetto.
Il progetto sarà presentato da una società SRL, suscitando dubbi sulle capacità tecniche e le garanzie necessarie per affrontare un’opera di questa portata. Per questo, regioni, comuni, agenzie ambientali e soprintendenze sono chiamati a un attento scrutinio preliminare, indispensabile per evitare problemi futuri nella fase di VIA.
Un progetto complesso e imponente, che segna un passo importante verso le energie rinnovabili, ma che richiede attenzione scrupolosa agli impatti ambientali, alla fauna e al paesaggio.
AZ

