TERMOLI. In Molise esiste una fascia di famiglie che vive difficoltà quotidiane legate allo sviluppo, al comportamento e alla gestione educativa dei propri figli, senza riuscire a trovare risposte chiare, accessibili e continuative. Diagnosi che arrivano tardi o non arrivano affatto, percorsi frammentati, orientamento insufficiente: un vuoto che pesa soprattutto nei momenti più delicati, quando i genitori avrebbero bisogno di qualcuno che li aiuti a leggere ciò che sta accadendo e a non sentirsi sbagliati. È in questo scenario che l’Associazione Asperger Abruzzo annuncia l’estensione ufficiale del proprio impegno anche sul territorio molisano, dopo anni di richieste e accompagnamenti informali.
«Troppe famiglie – con o senza diagnosi – ci raccontano la stessa esperienza: un foglio consegnato e poi il vuoto. Nessuno spiega i passi successivi, le priorità, le differenze tra ciò che è davvero necessario e ciò che può aspettare. E chi una diagnosi non l’ha mai ottenuta resta intrappolato in etichette come “immaturo”, “oppositivo”, “troppo sensibile”, senza che nessuno si chieda se quel comportamento sia una risposta a un disagio non compreso. Per questo abbiamo scelto di esserci anche in Molise, per affiancare e rafforzare una rete che intercetti chi finora è rimasto ai margini», spiega Marie Helena Benedetti, presidente dell’Associazione Asperger Abruzzo.
Il racconto delle famiglie è ricorrente: dopo la valutazione, spesso non c’è un orientamento che accompagni nel tempo. La diagnosi, quando arriva, rischia di trasformarsi in un’etichetta che non guida, lasciando i genitori soli a interpretare comportamenti complessi, a gestire difficoltà quotidiane, a muoversi tra diritti e burocrazia. E quando la diagnosi non arriva, il peso ricade interamente sulla famiglia, accusata di non saper educare, senza che venga riconosciuto un possibile bisogno comunicativo, sensoriale o emotivo del bambino.
La stessa solitudine emerge sul fronte dei diritti: dinieghi alla Legge 104, verbali tecnici, linguaggi incomprensibili che portano molti a rinunciare senza aver compreso davvero la propria situazione. Un terreno in cui l’orientamento diventa decisivo.
Da anni l’associazione abruzzese riceve richieste anche dal Molise: famiglie che cercano di capire, di fare ordine, di non sentirsi sole. Ora questo lavoro diventa strutturato. L’obiettivo non è sostituire ciò che già esiste, ma colmare i vuoti, offrire ascolto, aiutare a leggere documenti, indirizzare verso i servizi adeguati, sostenere nella gestione delle difficoltà comportamentali che spesso mettono a dura prova la vita familiare.
Il messaggio è chiaro: nessun genitore dovrebbe sentirsi esagerato, inadeguato o “troppo” solo perché chiede di capire.
Per informazioni e orientamento è possibile contattare l’Associazione Asperger Abruzzo al 328.2704881.
EB

