martedì 10 Febbraio 2026
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Fermo pesca 2024: c’è tempo fino al 27 febbraio per richiedere gli indennizzi

TERMOLI. Una proroga che non cambia le regole, ma che pesa eccome sul lavoro degli armatori. Il Ministero dell’Agricoltura ha esteso fino alle 24 del 27 febbraio 2026 il termine per caricare le integrazioni alle manifestazioni di interesse legate al fermo pesca obbligatorio 2024: un passaggio aggiuntivo che arriva a procedura già avviata e che costringe la marineria a rimettere mano ai documenti per non restare fuori da una misura attesa e necessaria.

Il cuore della questione è semplice: chi ha già presentato la manifestazione di interesse deve ora completarla utilizzando solo ed esclusivamente il modello previsto dall’allegato 2 del decreto direttoriale del 5 novembre 2025. Un modulo standard, rigido, pensato per uniformare i dati e permettere all’amministrazione di verificare ogni dichiarazione. Nessuna scorciatoia, nessun invio alternativo: tutto passa dalla piattaforma telematica del Masaf, l’unico canale riconosciuto per chi vuole accedere alla misura.

La proroga, dunque, non è una concessione politica né un allentamento delle regole: è un tempo tecnico, necessario per permettere agli armatori di adeguarsi alla modulistica e completare un iter che resta complesso e interamente digitale. Sul portale del Ministero sono disponibili decreto, allegato e istruzioni operative: un pacchetto che chiarisce obblighi e responsabilità, ma che richiede attenzione e precisione per evitare errori che potrebbero costare l’esclusione.

Per la marineria termolese e adriatica, già provata da anni di incertezze normative e costi crescenti, questo ulteriore passaggio rappresenta l’ennesima dimostrazione di quanto la burocrazia pesi sulla gestione quotidiana delle imprese. Ma è anche l’ultimo tassello per chiudere correttamente la procedura del fermo 2024, che resta valida nelle sue condizioni originarie e non subisce alcuna modifica sostanziale.

EB