mercoledì 11 Febbraio 2026
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Festa di San Biagio: San Martino in Pensilis esempio di tradizione, accoglienza e comunità

Foto Raffaele Cirelli

SAN MARTINO IN PENSILIS. Festa di San Biagio: San Martino in Pensilis esempio di tradizione, accoglienza e comunità.
Il 2 e il 3 febbraio, a San Martino in Pensilis, la Candelora e la tradizionale festa di San Biagio, rappresentano un momento di profonda devozione e identità collettiva: un rito che unisce fede, memoria e comunità, rinnovando ogni anno il legame tra la protezione del Santo, le antiche tradizioni del paese e la partecipazione della comunità.
Quello di San Biagio, per la comunità di San Martino in Pensilis, è un appuntamento molto sentito, che ha visto anche quest’anno, una significativa presenza di cittadini, visitatori e fedeli, contribuendo a valorizzare il paese e il suo patrimonio di fede e storia, dal momento che con la festa di San Biagio, si rinnova una tradizione profondamente radicata nella storia e nell’identità del territorio, richiamando visitatori e fedeli provenienti dai comuni limitrofi.


Molti cavalieri con i loro cavalli, hanno partecipato alla manifestazione e, a rendere ancora più viva l’atmosfera è stata la presenza dell’Associazione Culturale ProSmip, che con il suo punto ristoro, lungo la strada percorsa dai cavalieri per raggiungere il paese, ha contribuito in modo concreto al successo dell’evento, garantendo un servizio di ospitalità e ristoro capace di coniugare efficienza, convivialità e valorizzazione delle tradizioni gastronomiche locali.
Accogliendo con calore partecipanti e visitatori nel segno dello spirito comunitario che caratterizza la festa.
Dunque, la celebrazione di San Biagio, si conferma come non solo evento religioso di grande valore, ma anche come occasione di valorizzazione turistica e sociale, capace di mettere in rete istituzioni, associazioni e operatori locali.
Senza dubbio, attraverso questa manifestazione, San Martino in Pensilis rinnova la propria vocazione all’accoglienza e alla tutela delle tradizioni come risorsa culturale e collettiva.

Viviana De Rosa