mercoledì 11 Febbraio 2026
Cerca

Foce del Trigno: «La Riserva Naturale torna a respirare»

MONTENERO DI BISACCIA. Foce del Trigno: la Riserva Naturale torna a respirare. ABM e GFV: “Soddisfatti che ci sia ancora vita nel progetto”.
Dopo anni di silenzi istituzionali e di un’attesa che in Molise è diventata quasi una forma di resistenza civile, il progetto della Riserva Naturale Foce del Trigno torna improvvisamente a muoversi. Le dichiarazioni della sindaca di Montenero di Bisaccia riaprono un dossier che, per chi conosce la storia ambientale del medio Adriatico, non è mai stato davvero chiuso. E questa volta il rilancio avviene dentro un quadro più ampio: l’accordo ambientale fra le sponde dell’Adriatico previsto dal Progetto MAPA – Marine Adriatic Parks, che punta a costruire una rete di aree protette costiere e marine condivise.
Un’idea tutt’altro che nuova. La proposta di un’area protetta alla foce del Trigno circola da decenni: prima con il WWF Italia, su impulso della sezione di Vasto, poi con l’amministrazione del compianto Luciano Lapenna, che immaginava un corridoio ecologico continuo fra Abruzzo e Molise. Ma soprattutto con il lavoro ostinato, quotidiano, spesso solitario, di ABM Ambiente Basso Molise e GFV Gruppo Fratino Vasto, che negli anni hanno prodotto carte, studi, delibere, escursioni, convegni, monitoraggi ornitologici e un’azione civica che non ha mai smesso di tenere accesa la fiammella.
La foce del Trigno, con le sue peculiarità naturalistiche e soprattutto ornitologiche, è da tempo un tassello mancante nella geografia delle tutele adriatiche: sarebbe l’ideale proseguimento delle due aree protette vastesi, completando un mosaico ecologico che oggi appare più necessario che mai.
Per questo, di fronte alle parole della sindaca, ABM e GFV accolgono la notizia con una soddisfazione che non nasconde un filo di amarezza. “Siamo lieti e orgogliosi che la nostra idea possa (ri)vedere la luce”, scrivono Luigi Lucchese e Stefano Taglioli, ricordando però che nessuno li ha coinvolti o informati. “Pazienza se non siamo stati minimamente coinvolti o anche solo informati, ma così va il mondo. L’importante è arrivare all’area protetta, sperando almeno di averne informazioni e non leggere i fatti solo sui canali di informazione”.
Il punto, però, è che il percorso sembra finalmente ripartire. E se davvero la Riserva Naturale Foce del Trigno tornerà al centro dell’agenda ambientale molisana, sarà impossibile ignorare chi, in questi anni, ha tenuto in vita il progetto quando tutto sembrava fermo. Perché le aree protette non nascono per caso: nascono dove qualcuno, per anni, ha continuato a crederci.

EB