mercoledì 11 Febbraio 2026
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«Il turismo del futuro non è spostamento, ma relazione», la storia di “Fausto” alla Bit di Milano

TERMOLI. Alla Bit Milano 2026 l’olio extravergine diventa esperienza di consapevolezza, relazione e innovazione, trasformando uno dei simboli più profondi del Mediterraneo in un linguaggio capace di unire territorio, benessere e tecnologia. Nel cuore della fiera, tra stand affollati e flussi continui di operatori, le sessioni di mindfulness sensoriale curate da Kairos Cooperativa Sociale sull’olio “Fausto” di Guardialfiera hanno attirato un pubblico eterogeneo e attento, fino a coinvolgere anche il ministro Santanché, che ha partecipato a una delle esperienze immersive sperimentando in prima persona un percorso di ascolto corporeo, assaggio consapevole e attenzione emotiva.
Guidati dal team Kairos, i partecipanti sono stati invitati a rallentare, a soffermarsi sui profumi, sulle sensazioni tattili, sulle immagini mentali evocate dall’olio, in un contesto volutamente in contrasto con il ritmo frenetico della fiera. Cuffie sensoriali, silenzi guidati, degustazioni lente e il pane dello chef Rufo hanno costruito un micro‑spazio di concentrazione e presenza, dimostrando come l’oleoturismo esperienziale possa diventare un dispositivo narrativo capace di raccontare paesaggi, lavoro agricolo, memoria e identità.
Accanto alla mindfulness, la BIT ha ospitato anche una delle applicazioni più innovative del rapporto tra sensi, emozioni e territorio: BrainArt®, tecnologia neuro‑artistica che trasforma l’attività cerebrale misurata tramite EEG in opere visive uniche. Partendo dagli stimoli sensoriali della degustazione dell’olio di Fausto, il sistema registra in tempo reale le risposte neurali – livello di attivazione, stile emotivo o analitico, firma neurale individuale – e le traduce in quadri generati con l’IA, immagini che raccontano come la mente reagisce a un prodotto autentico, radicato nella terra ma aperto all’innovazione.
Il risultato è un’esperienza che unisce neuroscienze, arte, tecnologia e cultura del cibo, con applicazioni che spaziano dall’experiential marketing alla ricerca sul carico mentale e sulla sicurezza. Un modo nuovo di leggere l’olio extravergine non solo come eccellenza agroalimentare, ma come vettore di emozioni, memoria e identità territoriale.
«Il turismo del futuro non è spostamento, ma relazione: con i luoghi, con i prodotti e con se stessi», spiegano da Kairos. La presenza del ministro Santanché ha confermato l’interesse istituzionale verso format che integrano benessere, promozione turistica e valorizzazione delle produzioni locali, aprendo scenari nuovi per un turismo più umano, sostenibile e immersivo.
Alla Bit Milano 2026 l’olio non si è semplicemente assaggiato: è stato ascoltato, percepito, vissuto, trasformato in immagine e in racconto. Un segnale chiaro di come stia cambiando il modo di narrare i territori, sempre più orientato alla consapevolezza, all’esperienza e alla capacità di generare connessioni profonde tra persone e paesaggi.

EB