TERMOLI. Kairós alla Bit Milano 2026: dall’olivo Fausto una visione di rigenerazione per le aree interne del Molise.
Il Molise arriva alla Bit Milano 2026 con una storia che non si limita a essere raccontata: si radica, si rigenera, si offre come visione. È la storia di Kairos, realtà termolese del Terzo Settore impegnata nell’olivicoltura sociale e nell’oleoturismo esperienziale, che partecipa alla principale fiera del turismo internazionale all’interno dell’aggregazione del Turismo cooperativo di Confcooperative Molise. Una presenza che non è semplice vetrina, ma dichiarazione di identità.
Al centro della proposta c’è l’olivo Fausto, albero secolare di Guardialfiera colpito da un fulmine e tornato a vivere. Un simbolo potente, un archetipo che parla di territori feriti ma non spezzati, capaci di trasformare la vulnerabilità in energia generativa. Attorno a Fausto, negli ultimi anni, Kairos ha costruito un modello di oleoturismo immersivo in cui l’oliveto diventa spazio di esperienza, relazione e cura: percorsi nella natura, pratiche di mindfulness, narrazione del paesaggio, educazione sensoriale all’olio EVO, integrazione tra tradizione agricola, tecnologia e inclusione sociale. Un ecosistema che sarà presentato nello stand della Regione Molise come esempio concreto di turismo lento, relazionale e sostenibile.
«La rigenerazione delle aree interne non può essere pensata solo in termini infrastrutturali o economici», afferma Nicola Malorni, presidente di Kairos. «Serve una rigenerazione culturale e simbolica, che restituisca senso, tempo e valore ai luoghi. L’olivo è un maestro silenzioso, un archetipo attivo nell’inconscio collettivo di questi territori arcaici. Fausto è questo: un archetipo che resiste, si trasforma e continua a generare vita».
L’oleoturismo, in questa prospettiva, diventa una leva strategica per il Molise: non turismo di consumo, ma un modo di abitare il territorio, di attivare comunità, cooperative, olivicoltori e professionisti del benessere. Un modello capace di creare economie gentili, coerenti con l’identità molisana e con la necessità di contrastare spopolamento e marginalità. «Il Molise possiede un patrimonio olivicolo straordinario, spesso invisibile», continua Malorni. «L’oleoturismo permette non solo di raccontarlo, ma di farlo vivere».
Il percorso di Kairos è già riconosciuto a livello nazionale: a Evoluzione 2026, manifestazione di riferimento per i nuovi modelli di sviluppo sostenibile e oleoturistico, i progetti dell’organizzazione hanno ottenuto un doppio premio, per l’impatto sociale e per la qualità dell’Olio Evo prodotto. Un riconoscimento che conferma la solidità del modello e la capacità di coniugare innovazione, cooperazione e radicamento territoriale.
La partecipazione alla Bit Milano 2026 rappresenta così un ulteriore passo: un luogo di dialogo con operatori, istituzioni e reti nazionali per affermare un’idea di turismo che nasce dalle radici e guarda al futuro, mettendo al centro il paesaggio, le persone e il tempo giusto per prendersene cura.
EB





