TERMOLI. Ricordate la battaglia sul Tunnel? Si doveva salvaguardare la falesia di piazza Sant’Antonio, ma ch’è chi ora l’ha ridotta a discarica: gli operai ripuliscono l’ennesima vergogna.
La falesia di piazza Sant’Antonio non era un luogo panoramico: era un ammasso di rifiuti buttati a caso da chi continua a trattare uno dei punti simbolici della città come un retrobottega. Bottiglie, lattine, plastica, cartoni, perfino immondizia infilata tra i cespugli. Un degrado che non nasce in un giorno, ma da mesi di inciviltà sedimentata.
A rimettere ordine ci hanno pensato gli operai del servizio verde pubblico, costretti a lavorare su un pendio ripido, tra sterpaglie, tronchi tagliati e spazzatura di ogni tipo. Motoseghe, decespugliatori, sacchi pieni di rifiuti raccolti uno a uno. Un lavoro pesante, silenzioso, che nessuno vede ma che permette alla città di non affogare nel disordine lasciato da altri.
Il paradosso è sempre lo stesso: chi sporca non si vede mai, chi pulisce è sempre lo stesso. E la falesia, che dovrebbe essere un biglietto da visita affacciato sul centro storico e sul mare, diventa ciclicamente il bersaglio dell’incuria di pochi e della pazienza infinita di chi deve rimediare.
La domanda è semplice: quanto durerà questa pulizia prima che qualcuno torni a lanciare rifiuti oltre la ringhiera. Finché l’inciviltà resta impunita, il lavoro degli operai sarà solo una toppa su una ferita che la città non merita.
Emanuele Bracone





