martedì 10 Febbraio 2026
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Le Foibe: memoria, storia e responsabilità

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TERMOLI. Le foibe rappresentano una delle pagine più dolorose e complesse della storia del Novecento europeo e italiano. Parlare di questo tema significa confrontarsi con sofferenze, tensioni politiche, conflitti etnici e memorie spesso contrapposte, che ancora oggi suscitano emozioni profonde e dibattiti accesi.

Il termine foibe indica le cavità naturali tipiche del Carso istriano e triestino. Durante e subito dopo la Seconda guerra mondiale, questi luoghi divennero tristemente noti perché utilizzati come fosse comuni per l’eliminazione di militari, funzionari e civili italiani, e in alcuni casi di oppositori politici, da parte delle forze partigiane jugoslave guidate dal maresciallo Tito. Gli episodi più drammatici si verificarono tra il 1943 e il 1945, nel contesto del crollo del regime fascista, dell’occupazione nazista e delle rivendicazioni territoriali jugoslave.

Le vittime delle foibe furono il risultato di un intreccio di fattori: vendette contro il precedente dominio fascista, repressione politica, volontà di controllo territoriale e conflitti nazionali tra italiani e slavi. Ridurre la vicenda a una sola chiave di lettura rischia di semplificare eccessivamente una tragedia che, invece, richiede uno sforzo serio di analisi storica e umana.

Accanto agli infoibati, va ricordato anche il dramma dell’esodo giuliano-dalmata, che costrinse centinaia di migliaia di italiani ad abbandonare le proprie case e le proprie terre. Fu un fenomeno di portata enorme che segnò profondamente la vita di intere comunità, spesso accolte in Italia con difficoltà e indifferenza.

Oggi il Giorno del Ricordo, istituito in Italia nel 2004 e celebrato il 10 febbraio, rappresenta un momento fondamentale per mantenere viva la memoria di queste vicende. Tuttavia, la commemorazione non dovrebbe trasformarsi in uno strumento di divisione politica o ideologica. La storia, per essere davvero compresa, deve essere studiata con rigore, rispetto per tutte le vittime e consapevolezza del contesto in cui i fatti si sono sviluppati.

Ricordare le foibe significa anche ribadire il valore della convivenza tra popoli, del rispetto delle identità e del rifiuto della violenza come mezzo di risoluzione dei conflitti. Solo attraverso una memoria condivisa, fondata sulla verità storica e sulla pietà verso chi ha sofferto, è possibile trasformare il passato in un insegnamento per le generazioni future.

Le foibe non sono soltanto una tragedia italiana o balcanica: sono un monito universale contro l’odio etnico, il totalitarismo e la spirale di vendetta che la guerra spesso genera. Custodire questa memoria è un dovere civile e morale che riguarda l’intera comunità europea.

Alberta Zulli