TERMOLI. L’amministrazione comunale interviene con una nota dettagliata per chiarire le motivazioni che hanno portato all’abbattimento di alcuni esemplari di Quercus ilex (leccio) in Corso Umberto I, Corso Nazionale e Piazza Vittorio Emanuele II. L’assessora al Verde pubblico, Silvana Ciciola, parla di “un’operazione necessaria, pienamente conforme alle normative vigenti e fondata su valutazioni tecniche oggettive”.
Alberi ormai non più vitali: chiome secche, marciumi interni e rischio strutturale
Secondo le verifiche condotte negli ultimi mesi, gli alberi rimossi erano in condizioni vegetative ormai irrimediabilmente compromesse: chiome completamente secche, assenza totale di ricacci, tronchi interessati da carie profonde e marciumi interni. Le analisi strumentali hanno evidenziato una perdita significativa della resistenza meccanica del legno, tale da rendere gli esemplari instabili e non recuperabili.
In un contesto urbano ad alta frequentazione come il centro di Termoli, sottolinea l’Amministrazione, “la presenza di alberi strutturalmente indeboliti rappresenta un rischio concreto per la pubblica incolumità”, con la possibilità di cedimenti improvvisi di rami o dell’intero fusto.
Interventi conformi ai Cam e alle Linee guida ministeriali
Il Comune ribadisce che l’operazione è stata pianificata nel pieno rispetto dei Criteri Ambientali Minimi (CAM), che consentono l’abbattimento solo in presenza di comprovate motivazioni tecniche, fitosanitarie o di sicurezza, e impongono la sostituzione degli esemplari rimossi con nuove piantumazioni idonee al contesto urbano.
Coerente anche il riferimento alle Linee guida ministeriali per la gestione del verde urbano, che definiscono l’albero come “infrastruttura verde” da gestire secondo criteri di sostenibilità, sicurezza e integrazione con il tessuto cittadino. Le linee guida richiedono valutazioni costanti sullo stato di salute e stabilità delle alberature, soprattutto nei centri urbani.
Un intervento inserito nel Piano comunale di Gestione del Rischio Arboreo
L’Amministrazione precisa che gli abbattimenti non sono interventi isolati, ma parte del Piano di Gestione del Rischio Arboreo, lo strumento tecnico-programmatico che monitora e valuta lo stato delle alberature cittadine. Le metodologie adottate seguono standard riconosciuti a livello nazionale e internazionale, basati sull’analisi combinata di fisiologia, struttura e contesto di fruizione.
Per i lecci del centro, il livello di rischio era stato classificato come “non più accettabile”, aggravato dalla collocazione in aree pedonali e veicolari molto frequentate.
Nuove alberature entro febbraio: specie resilienti e adatte al contesto urbano
Il Comune annuncia che entro febbraio saranno messe a dimora nuove alberature in sostituzione degli esemplari rimossi. La scelta delle specie terrà conto delle condizioni pedoclimatiche locali, della compatibilità con gli spazi urbani e delle indicazioni contenute nei Cam e nelle linee guida ministeriali.
L’obiettivo dichiarato è costruire un patrimonio arboreo “più sano, più sicuro e più resiliente”, capace di contribuire alla qualità dell’aria, alla mitigazione degli effetti climatici e al benessere dei cittadini.
Una visione strategica per il verde urbano
L’Amministrazione sottolinea che la gestione del verde non è considerata una semplice attività manutentiva, ma un tassello fondamentale della strategia di riqualificazione urbana. Il verde pubblico viene riconosciuto come elemento centrale nella pianificazione territoriale e nello sviluppo sostenibile della città.
“Comprendiamo la sensibilità dei cittadini sul tema degli abbattimenti – afferma l’assessora Ciciola – ma ogni decisione è stata assunta con trasparenza, responsabilità e sulla base di valutazioni tecniche documentate”.
La rimozione dei lecci secchi e instabili e la loro sostituzione entro febbraio rappresentano, secondo il Comune, un intervento tecnicamente fondato, normativamente corretto e inserito in una più ampia strategia di gestione del verde urbano. Un percorso che punta a garantire sicurezza, qualità ambientale e un patrimonio arboreo capace di accompagnare la crescita futura della città.
EB






