mercoledì 11 Febbraio 2026
Cerca

Milano capitale del mondo, tra Bit e Giochi olimpici: Termoli c’è!

TERMOLI. Termoli si prepara alla Bit di Milano con un’operazione che supera la semplice presenza istituzionale e si trasforma in un atto di identità territoriale, un racconto collettivo che unisce istituzioni, scuola, cultura, giovani talenti e una visione precisa di ciò che la città vuole essere nel panorama turistico nazionale.

Dal 10 al 12 febbraio, alla Borsa Internazionale del Turismo, il Comune affiancherà la Regione Molise con una brochure enogastronomica e narrativa che non è un gadget promozionale, ma un manifesto culturale, un dispositivo di racconto che nasce dalla recente proclamazione della cucina italiana come Patrimonio Unesco (10 dicembre 2025) e che diventa occasione per presentare Termoli nella sua interezza, nella sua stratificazione di mare, colline, tradizioni, prodotti, persone e competenze.

La conferenza stampa in sala consiliare ha mostrato una comunità che sceglie di raccontarsi attraverso le sue radici e il suo capitale umano: il vicesindaco e assessore a Turismo e Cultura Michele Barile e il professor Maurizio Santilli saranno i protagonisti del talk ufficiale a Milano, mentre alla presentazione locale hanno preso parte Barile, la dirigente dell’Istituto Alberghiero “Federico di Svevia” Luana Occhionero, Santilli in veste di consigliere comunale e Ambasciatore Doc Italy, la docente Alessandra Cafiero e i giovani creativi Antonietta Occhionero, Mattia Torraco e Filippo Cantore, autori delle fotografie e della parte grafica della brochure.

Emerge un dettaglio decisivo: la scelta di coinvolgere gli studenti non è ornamentale, ma strategica. Sono loro ad aver realizzato le immagini delle pietanze e la struttura grafica, trasformando la brochure in un prodotto autentico, nato dentro la comunità, costruito da chi vive quotidianamente la formazione enogastronomica e rappresenta il futuro professionale del territorio.

La brochure, che sarà distribuita allo stand del Molise e resa disponibile anche in versione digitale tramite QR code, è articolata in cinque sezioni che compongono un’unica narrazione coerente: la prima dedicata ai percorsi identitari di Termoli e della costa molisana, con il borgo, il Castello Svevo, la marineria e le tradizioni come elementi fondativi dell’immaginario; la seconda al vino e all’olio delle colline termolesi, retroterra vitale della città e custodi di saperi agricoli antichi; la terza ai prodotti a zero miglia e all’identità del mare, con il racconto dei pescatori, del prodotto ittico locale e del rapporto porto–Mercato ittico come possibile marchio identitario del borgo marinaro; la quarta alla cucina termolese, sintesi di mare e terra, semplicità e profondità culturale; la quinta all’Istituto Alberghiero “Federico di Svevia”, riconosciuto come polo formativo e professionale, motore del futuro turistico ed enogastronomico della città.

Barile insiste sulla necessità di raccontare Termoli con autenticità, senza artifici, mentre Santilli sottolinea il valore culturale della marineria come memoria collettiva, come radice profonda che definisce la città più di qualsiasi slogan.

L’operazione assume così un valore politico e culturale: Termoli sceglie di presentarsi come sistema, come comunità che valorizza i propri giovani, che difende la propria identità, che non vuole essere ridotta a stereotipo ma riconosciuta per la sua complessità. Alla Bit non porterà solo immagini e piatti, ma una visione: il turismo non si improvvisa, si costruisce, e si costruisce insieme.

La brochure diventa quindi un atto di posizionamento, un modo per dire che Termoli non è un luogo da consumare, ma da comprendere; non è un’immagine da cartolina, ma un territorio vivo, fatto di storie, persone, lavoro, tradizioni e futuro. È un racconto che nasce dal basso, attraversa le istituzioni e arriva a Milano come sintesi di ciò che la città è e vuole diventare.

Emanuele Bracone