PETACCIATO. Un investimento da 27 milioni di euro, un sistema di pozzi drenanti di grande diametro e un approccio ingegneristico fondato sulla gestione dell’acqua nel sottosuolo: è il progetto sviluppato da Technital per la stabilizzazione definitiva della frana di Petacciato. Un progetto che ha trovato spazio anche su “Il Sole 24 Ore”. A Petacciato insiste uno dei fenomeni franosi più estesi e complessi d’Europa, che minaccia da decenni l’abitato e due infrastrutture strategiche per il Paese – l’Autostrada A14 e la linea ferroviaria adriatica – assi fondamentali di collegamento tra Sud, Centro e Nord Italia.
La gara per l’affidamento dei lavori è attualmente in corso e l’intervento, elaborato da un raggruppamento multidisciplinare che integra ingegneria, geologia, idraulica e sistemi di monitoraggio avanzato, affronta la causa primaria del dissesto: la presenza e la circolazione dell’acqua nel sottosuolo, elemento determinante del cinematismo della frana. Il versante nord-est di Petacciato, a valle dell’abitato, presenta infatti una dinamica complessa legata all’aumento della pressione interstiziale nei terreni sciolti, che riduce la resistenza dei materiali e alimenta lo scorrimento lungo superfici profonde. A partire da un’analisi geomorfologica, geologica e geotecnica approfondita, Technital ha definito una strategia fondata su opere idrauliche di drenaggio profondo: il cuore dell’intervento è costituito da pozzi drenanti di grande diametro, progettati per intercettare i flussi idrici sotterranei, regolarne la circolazione, abbattere la pressione dell’acqua e avviare la stabilizzazione progressiva dell’intero corpo di frana. L’opera sarà accompagnata da un sistema di monitoraggio avanzato, attivo in tutte le fasi del cantiere, che consentirà il controllo continuo dell’evoluzione del versante e dell’efficacia delle opere realizzate.
«L’intervento che abbiamo individuato e progettato per fermare la frana di Petacciato – spiega Simone Venturini, Direttore Tecnico e consigliere delegato di Technital – si basa su criteri consolidati di ingegneria geotecnica applicati alle grandi frane, come quella di Niscemi di cui si parla in questi giorni. In questi casi l’elemento determinante è l’acqua nel terreno, che riduce la stabilità e consente i movimenti. La frana di Petacciato, una delle più grandi d’Europa, verrà a breve definitivamente bloccata grazie al sistema di pozzi che abbiamo progettato, capaci di garantire un drenaggio adeguato e la stabilizzazione dell’intero corpo di frana». Una volta avviati i lavori, Technital assumerà anche la direzione dei lavori, garantendo continuità tra fase progettuale e fase realizzativa e applicando un modello operativo replicabile in altri contesti italiani caratterizzati da analoghe criticità idrogeologiche.
L’intervento di Petacciato si inserisce in un percorso di lunga esperienza della società nella stabilizzazione dei versanti: tra gli interventi più significativi figura quello sulla Rupe di San Gerlando ad Agrigento, su cui sorge la Cattedrale, messa in sicurezza due anni fa grazie a un articolato sistema di consolidamento e drenaggio promosso dalla Regione Siciliana e dal Commissario di Governo per il contrasto al dissesto idrogeologico, restituendo stabilità a un sito di straordinario valore storico e culturale. Fondata nel 1964 e con sede a Verona, Technital S.p.A. è una società di ingegneria che opera a livello internazionale nella progettazione e supervisione di grandi infrastrutture complesse, con un focus su idraulica, ambiente, trasporti, infrastrutture stradali e ferroviarie, opere marittime e portuali. La società può contare su oltre 500 professionisti tra ingegneri, tecnici e specialisti e su una presenza operativa in numerosi Paesi, con progetti sviluppati in decine di contesti nazionali e internazionali. Grazie a un approccio multidisciplinare e a un’esperienza maturata in oltre sessant’anni di attività, Technital affianca enti pubblici e committenti istituzionali nella realizzazione di interventi strategici per la sicurezza del territorio, la resilienza delle infrastrutture e la tutela delle comunità.
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