TERMOLI. In una città che da sempre vive la partecipazione come un gesto concreto, quasi fisico, il confronto sul referendum giustizia torna a occupare spazio, voce e responsabilità. Venerdì prossimo, 13 febbraio, nella Sala del Sacro Cuore di via Argentina, Termoli ospita un appuntamento che non è semplice divulgazione, ma un atto di cittadinanza: “Referendum Giustizia – Le ragioni del No”, promosso da Acli, Pax Christi e realtà associative che da anni presidiano il terreno fragile del dibattito pubblico.
A guidare l’incontro due figure che portano sul tavolo competenze, sensibilità e ruoli istituzionali diversi ma complementari: Italo Sandrini, vicepresidente nazionale Acli, e Enrico Di Dedda, presidente del Tribunale di Campobasso. A moderare sarà l’avvocata Tina De Michele, dell’associazione La Fonte, voce nota nel panorama locale per la sua capacità di tradurre il linguaggio giuridico in parole che arrivano alle persone.
Il tema è uno di quelli che non si possono liquidare con slogan o appartenenze: la giustizia come architrave della democrazia, la Costituzione come bussola, il referendum come strumento che può correggere o compromettere equilibri delicati. Le ragioni del “No”, che l’incontro intende approfondire, non vengono presentate come un rifiuto ideologico, ma come un’analisi critica dei quesiti, dei loro effetti possibili, delle ricadute sul funzionamento quotidiano dei tribunali e sulla tutela dei cittadini.
Il dibattito assume un valore ulteriore: riportare la materia dentro la comunità, farla diventare comprensibile, condivisa, discussa. Non un tecnicismo per addetti ai lavori, ma un passaggio che riguarda tutti, perché tutti – prima o poi – incrociano la giustizia come diritto, come garanzia, come protezione.
L’iniziativa arriva in un momento in cui il Paese vive una polarizzazione crescente, e proprio per questo Termoli sceglie la strada opposta: fermarsi, ascoltare, capire. Non per sottrarsi al confronto, ma per elevarlo. Non per semplificare, ma per approfondire. Non per gridare, ma per ragionare.
Venerdì prossimo, 13 febbraio, alle 17, nella Sala del Sacro Cuore, non si voterà. Si farà qualcosa di più raro: si penserà insieme. E in tempi come questi, è già un atto politico nel senso più alto del termine.
EB


