martedì 10 Febbraio 2026
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Sanità molisana, sulle Guardie mediche la sindaca Lallitto: “Non è riforma, è abbandono programmato”

CASACALENDA. Sanità molisana, la sindaca Lallitto: “Non è riforma, è abbandono programmato”.
La sindaca di Casacalenda, Sabrina Lallitto, interviene con una posizione durissima contro il decreto del Commissario ad Acta n. 9/2026, che ridisegna la rete della Continuità Assistenziale in Molise riducendo drasticamente le sedi e lasciando intere aree interne senza presidio.
La prima cittadina parla di “tagli mascherati da innovazione” e denuncia l’irrilevanza delle Conferenze dei Sindaci, ormai svuotate di ogni funzione.
“Il decreto è stato scritto senza ascoltare chi vive e amministra questi territori ogni giorno. Ci convocano, ci mostrano slide, ci dicono che nulla è definitivo… e poi fanno esattamente ciò che avevano già deciso.”
La cancellazione della guardia medica di Casacalenda è, per Lallitto, il simbolo di una strategia che ignora la geografia reale del Molise e le condizioni di vita delle comunità interne.
“Casacalenda è stata eliminata con un tratto di penna. Non per errore: per scelta. Dal 1° aprile 2026 la nostra sede entra in un limbo fatto di incarichi trimestrali, 24 ore settimanali e una clausola-capestro: se non copriamo l’80% dei turni, chiudono. In un sistema con 68 medici su 196 posti, imporre l’80% non è un criterio: è una tagliola.”
La sindaca contesta anche la narrativa tecnica dei “30 minuti di percorrenza”, definendola un artificio che non tiene conto della realtà.
“Chi scrive questi decreti non conosce le nostre strade. I loro ‘30 minuti’ d’inverno diventano un’ora. E molti anziani non guidano. Ma nelle analisi preliminari Casacalenda non esiste: non citata, non valutata, non considerata.”
La soluzione proposta dal decreto – spostare tutto sulla Casa di Comunità di Larino – viene giudicata irrealistica e pericolosa.
“Alle tre di notte, con la febbre a 40°, non è normale percorrere 20 chilometri. Questa non è riorganizzazione: è allontanamento dei servizi essenziali.”
Lallitto smonta anche la retorica dell’innovazione contenuta nel provvedimento.
“Il decreto è pieno di parole altisonanti – ‘appropriatezza’, ‘riqualificazione’, ‘modelli innovativi’ – ma la sostanza è una sola: tagliare. Da 44 sedi a 16. Le altre vengono lasciate in sopravvivenza fino alla chiusura programmata.”
E il riferimento al Pnrr è un altro punto dolente.
“Il Pnrr dovrebbe contrastare lo spopolamento. Ma senza sanità, le famiglie non restano. E senza famiglie, i paesi muoiono. Tra dieci anni diranno che è stata ‘la naturale evoluzione demografica’. No: sarà il risultato di scelte politiche che hanno preferito far tornare i numeri su Excel invece di garantire diritti.”
La sindaca chiede un cambio di paradigma: restituire potere decisionale ai territori.
“Le Conferenze dei Sindaci devono tornare a essere vincolanti sui servizi essenziali. Non possiamo essere spettatori mentre una struttura commissariale, costosa e spesso in ritardo sulle scadenze, decide il destino dei nostri cittadini senza conoscere il territorio.”
E conclude con una promessa che è anche un avvertimento politico.
“Casacalenda non starà zitta. Difendere la guardia medica non è una battaglia di campanile: è difendere il diritto alla cura, alla dignità, al futuro. Se qualcuno a Roma ha dimenticato cosa significa equità territoriale, glielo ricorderemo.”

EB