TERMOLI. Il Venezuela arriva nel cuore del centro storico, non come slogan o caricatura, ma come questione viva, complessa, decisiva per capire gli equilibri del mondo contemporaneo. Alle 18.30, la Casa Museo Stephanus in Piazza Duomo ospita l’incontro “Te lo do io il Venezuela”, nuova tappa del percorso culturale del Circolo dei Lazzari, che da mesi sta trasformando Termoli in un laboratorio di approfondimento civile e internazionale.
L’appuntamento punta a scardinare la narrazione superficiale che spesso accompagna il Paese sudamericano, restituendo al pubblico una lettura fondata su competenze dirette e analisi documentate. Il Venezuela non è solo crisi politica, non è solo diaspora, non è solo conflitto istituzionale: è soprattutto un nodo strategico dell’energia globale, un territorio che custodisce alcune delle più grandi riserve petrolifere del pianeta e che, proprio per questo, continua a influenzare gli equilibri tra Stati Uniti, Cina, Russia, Europa e America Latina.
A guidare il confronto saranno Miguel Rumbos, ingegnere petrolifero con esperienza sul campo e conoscenza profonda delle dinamiche energetiche sudamericane, e Pietro Cofelice di Stellantis Termoli, che porterà la prospettiva industriale, produttiva e macroeconomica, mostrando come le tensioni energetiche globali si riflettano anche sulle filiere europee e italiane, fino a toccare territori come il nostro.
L’incontro offrirà una lettura a più livelli: la storia recente del Venezuela, la trasformazione del settore petrolifero, il peso delle sanzioni internazionali, il ruolo delle potenze globali, le conseguenze economiche interne ed esterne, fino alle ricadute sulle strategie industriali e sulle politiche energetiche del prossimo decennio. Un mosaico complesso che richiede competenze reali, non slogan.
Il Circolo dei Lazzari conferma così la sua vocazione: portare a Termoli temi di respiro internazionale, affidandoli a voci qualificate e creando spazi di confronto che restituiscano al pubblico strumenti per leggere il mondo con lucidità e spirito critico.
Ingresso libero.
EB

