TERMOLI-MILANO. Il Molise apre il suo stand e Termoli porta subito la sua voce più riconoscibile: quella dei sapori, della pesca, dell’olio, dei vini e delle storie che legano la città al suo mare. Nella cornice della Borsa Internazionale del Turismo, il Comune presenta la guida “Termoli Enogastronomica – Patrimonio gastronomico e cultura del gusto”, un lavoro che unisce territorio, tradizioni e formazione, realizzato in collaborazione con l’Istituto Alberghiero “Federico di Svevia”. Un progetto che non si limita a promuovere piatti e prodotti, ma costruisce una narrazione identitaria che parte dal Borgo Vecchio e arriva alle colline del Basso Molise, dove agricoltura e pesca convivono da secoli.
Il primo capitolo della guida è una dichiarazione di appartenenza: il pescato fresco e la cucina marinara che definiscono la quotidianità del porto; l’olio extravergine Dop Molise, simbolo di una ruralità che resiste; i vini identitari come Tintilia e Falanghina, che raccontano un territorio piccolo ma capace di esprimere carattere; le storie dei pescatori, dei cuochi, delle famiglie che vivono il mare come mestiere e come destino. A Termoli il cibo non è solo gusto: è memoria collettiva, cultura materiale, un modo di riconoscersi e di farsi riconoscere.
All’inaugurazione dello stand del Molise, affollato fin dalle prime ore da visitatori e operatori, la delegazione termolese guidata dal vicesindaco e assessore al Turismo Michele Barile ha portato un messaggio chiaro: la promozione passa dalla qualità e dalla capacità di raccontarsi. Con lui il consigliere comunale Maurizio Santilli, docente del “Federico di Svevia” e ambasciatore Doc Italy, insieme ad Alessandra Cafiero e a un gruppo di studentesse dell’Alberghiero, protagoniste di un percorso formativo che diventa anche rappresentazione del territorio. Lo stand, diviso tra area business e area eventi, ospiterà fino a giovedì incontri, degustazioni e momenti di confronto dedicati alla filiera turistica.
La presentazione della brochure nel pomeriggio segna un passaggio simbolico: Termoli sceglie di mettere al centro la propria identità enogastronomica come leva di sviluppo e come racconto di comunità. Un racconto che alla Bit trova il suo palcoscenico naturale, perché qui il cibo diventa linguaggio, il mare diventa storia e il Basso Molise torna a essere ciò che è sempre stato: un territorio che vive di relazioni, sapori e memoria.
EB







