venerdì 13 Febbraio 2026
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Cartoline di Petacciato: l’Archivio della Memoria, la fotografia che ci restituisce un paese intero

PETACCIATO. Ci sono immagini che non raccontano soltanto un istante, ma un’epoca intera. Fotografie che, a distanza di decenni, tornano a bussare alla porta della memoria e ci ricordano chi eravamo, chi siamo diventati e quanto, nonostante tutto, continuiamo a riconoscerci gli uni negli altri. Questa classe dell’anno scolastico 1977–1978 appartiene a quella categoria rara: uno scatto che non ritrae solo bambini, ma un paese in miniatura, con le sue attese, le sue timidezze, la sua compostezza.
Grembiuli ordinati, fiocchi bianchi, sguardi seri ma non tristi: era l’infanzia di un tempo, educata alla misura, alla cura, al rispetto. In quei volti c’è il futuro che Petacciato avrebbe costruito negli anni successivi. Alcuni sono rimasti, altri hanno preso strade lontane, ma tutti — davvero tutti — continuano ad abitare questa memoria condivisa, come fili che non si spezzano.
Rivedersi oggi, anche solo attraverso una fotografia, è un’emozione sottile. Significa misurare il tempo, riconoscere i cambiamenti, accorgersi che certe radici non hanno mai smesso di tenerci vicini. Significa capire che la storia di un paese non è fatta solo di eventi, ma di persone: di bambini che diventano adulti, di maestre che lasciano un’impronta, di comunità che si riconoscono nei propri ricordi.

I protagonisti dello scatto

In alto, da sinistra:
Alberto Di Giacobbe, Luigi Colleluori Lorito, Giuseppe Di Lena, Gabriele Talucci, Antonio Sabato, Fabio Talucci e la maestra Ada Concetta Lafratta.
Seconda fila, da sinistra:
Antonella Ferrara, Lucia Della Penna, Costanza Carangelo Petrucci, Cinzia Colecchia, Marianna Ramunno.
Terza fila, da sinistra:
Nicolino Pantalone, Giuseppe Abiuso, Antonio Di Vito, Stefania Scippa, Daniela Di Leonardo, Antonina Sacchetti.

Ogni nome è una storia. Ogni volto è un frammento di ciò che Petacciato è stato e continua a essere.
La memoria vive quando viene condivisa
Se in questa immagine riconoscete voi stessi, un parente, un amico d’infanzia, taggatelo. È bello ritrovarsi, anche solo per un momento, anche solo per dire “io c’ero”.
E se custodite un ricordo legato a quegli anni, potete affidarlo a questo spazio: la rubrica #cartolinedipetacciato – Archivio della memoria nasce all’interno del gruppo social “Petacciato Amore Mio”, curato da Elisabetta Candeloro, che da anni raccoglie e custodisce frammenti preziosi della storia collettiva del paese.
Un grazie sincero ad Antonio Di Vito, che ha condiviso con tutti noi questo scatto, permettendo alla memoria di continuare a circolare.
Perché la memoria non è nostalgia: è un modo per restare comunità.

EB