venerdì 13 Febbraio 2026
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L’arte di Americo De Laurentis: «Non rappresento e non interpreto, lascio che la forma accada»

Foto Stefano Leone

TERMOLI. L’inaugurazione della mostra “Americo De Laurentis. La pura visibilità che prende forma” alla Nuova Officina Solare, di Nino Barone, si è trasformata in un rito collettivo di sguardi, materia e memoria, capace di restituire alla città un luogo che continua a rigenerarsi attraverso l’arte.

Ieri sera, alle 19, davanti a un pubblico partecipe, l’apertura ufficiale ha subito assunto il tono di un attraversamento: non una semplice esposizione, ma un percorso dentro la grammatica visiva di De Laurentis, artista che da anni indaga la soglia tra ciò che appare e ciò che si lascia intuire.

Vetrina per un autore capace di “rendere visibile l’invisibile”, sottolineando come la sua ricerca si inserisca perfettamente nella missione dello spazio: fare della luce, del gesto e della materia un laboratorio permanente di comunità. Le opere, distribuite in un allestimento essenziale, hanno guidato i visitatori attraverso superfici che sembrano respirare: tele stratificate, forme che emergono da pigmenti compressi, linee che si aprono come fenditure di senso.

De Laurentis, presente all’inaugurazione, ha parlato di “visibilità pura” come di un atto etico prima ancora che estetico: «Non rappresento, non interpreto. Lascio che la forma accada», ha detto, ricevendo un lungo applauso. Il pubblico ha risposto con un’attenzione rara, muovendosi lentamente tra le sale, sostando davanti ai lavori più densi, interrogando la materia come se fosse un corpo vivo.

La serata si è chiusa con un dialogo informale tra artista, curatori e visitatori, confermando la Nuova Officina Solare come uno dei pochi luoghi del territorio capaci di trasformare un’inaugurazione in un’esperienza condivisa. Un inizio d’anno che ribadisce la centralità dell’arte contemporanea nel tessuto culturale cittadino, e che affida alla visibilità di De Laurentis il compito di aprire nuove traiettorie di sguardo.

EB