MOLISE. La XIV edizione di Olio e non solo è stata molto più di una manifestazione: è stata la prova concreta che, tra le colline di Sant’Elia a Pianisi, la bellezza collettiva non è un concetto astratto ma un gesto quotidiano. La Pro Loco Planisina ha cucito un nuovo capitolo di passione e appartenenza, trasformando il Centro Caritas del borgo Forturino — illuminato come un cielo di piccole costellazioni — nel cuore pulsante di un territorio che non smette di credere in sé stesso.
Quarantotto produttori, uomini e donne che parlano ancora la lingua della terra, hanno portato l’oro verde delle loro campagne: oli che raccontano stagioni, mani, sacrifici, genealogie. Attorno a loro, la Federazione Italiana Cuochi ha acceso i fornelli e l’immaginazione: prima con uno show cooking, poi con una degustazione che ha trasformato ingredienti semplici in emozioni da assaporare. I ragazzi dell’Istituto Omnicomprensivo hanno aggiunto il futuro, con disegni e poesie che hanno restituito la forza aggregante di un frutto antico e nobile.
Sindaci e amministratori di Sant’Elia a Pianisi, Monacilioni, Macchia Valfortore e Celenza Valfortore, insieme a Padre Giuseppe per i frati cappuccini del convento Sant’Eliano, hanno testimoniato il valore di una comunità che si riconosce nei sapori, nella cultura, nel rispetto reciproco. Accanto a loro, i tanti operatori economici — custodi silenziosi del lavoro quotidiano — hanno respirato lo stesso senso di appartenenza che rende grande ogni piccola realtà.
La lezione magistrale dell’esperto regionale Maurizio Corbo ha dato spessore tecnico alla festa: oltre trentacinque campioni su quarantotto di qualità eccellente, ma anche l’appello urgente a un cambio culturale e strutturale del comparto, perché la politica faccia presto e meglio. Illuminante l’intervento di Maurizio Santilli, docente e chef, che presentando L’Alchimista del Gusto ha richiamato la necessità di difendere la straordinaria biodiversità molisana. Il dirigente scolastico Eleonigia Perone ha ricordato l’importanza — sempre più trascurata — di tornare a parlare con i territori, non solo dei territori.
La musica di Lino Rufo, con brani tratti da Molise my Home, ha completato il quadro, invitando alla riscoperta di Giose Rimanelli, voce alta della nostra terra. La sezione molisana della Federazione Italiana Cuochi, guidata da Simone Petti, ha acceso un riflettore sulla cucina italiana Patrimonio Unesco, mostrando come tradizione, professionalità e volontà di restanza possano convivere in un unico gesto culinario. Con lui, in scena, Vittorio Sallustio, Cosimo Testa e Fabrizio Savini.
Non è mancato il riconoscimento ai valori umani: per il secondo anno, premiati il più giovane e il più longevo tra i cuochi federati. Emozione piena per Vittorio Sallustio e Cosimo Testa, celebrati da un applauso che ha attraversato la sala come un abbraccio. “Un valore umano immenso che va preservato”, ha detto Petti, ricordando i cinquant’anni di impegno di Sallustio.
La kermesse ha poi premiato i vincitori dei concorsi: per il secondo anno consecutivo, lo scettro dell’olio migliore è andato a Mario Testa di Riccia, seguito dal giovanissimo Nicolò Leccese di Tufara e dal veterano Michele Di Cera di Monacilioni. Nella gastronomia cittadina, trionfo al femminile: Antonietta Petrone (dolci) e Anna Ciocca (salato). Straordinaria la performance dei bambini dell’Infanzia di Riccia, primi nel concorso scuole, insieme alla primaria di Monacilioni e alla secondaria di Sant’Elia a Pianisi.
Poi è arrivata la sera. Il sole è scivolato dietro gli ulivi, lasciando nell’aria profumo d’olio appena versato e nel cuore un pensiero limpido: anche quest’anno Sant’Elia a Pianisi ha saputo raccontarsi al mondo con gusto, con orgoglio, con amore. Olio e non solo non è stato un evento: è stato un canto corale, un inno alla terra e alle mani che la custodiscono.


