TERMOLI. Questa mattina, nel corso della Giunta regionale, l’assessore alle Attività produttive Andrea Di Lucente, insieme al presidente della Regione Molise Francesco Roberti, ha incontrato la proprietà dell’azienda Casearia Del Giudice di Termoli in quello che è stato definito un primo confronto conoscitivo, necessario a ricostruire nel dettaglio le problematiche che da anni attraversano il caseificio di via Genova.
Di Lucente ha ricordato come le difficoltà attuali affondino le radici in processi aziendali che nel tempo hanno portato a due fallimenti consecutivi, prima del riacquisto dello stabilimento da parte del gruppo Amodio, subentrato lo scorso settembre con l’obiettivo dichiarato di rilanciare la produzione.
“L’obiettivo di questo primo confronto – ha spiegato l’assessore – era capire direttamente dalla proprietà quali siano le criticità e le prospettive. Abbiamo condiviso la necessità di proseguire il dialogo e ci siamo dati appuntamento al 20 di questo mese per un nuovo incontro”. Parallelamente, Di Lucente ha annunciato che già nella giornata odierna convocherà le organizzazioni sindacali per un ulteriore confronto, questa volta direttamente nello stabilimento Del Giudice di Termoli: “Sarà un’occasione importante per ascoltare anche le esigenze dei lavoratori, che sono chiaramente quelle di continuare a lavorare, e per comprendere meglio le necessità produttive dell’azienda”.
L’assessore ha ribadito che il percorso di confronto dovrà tenere conto della sostenibilità industriale: “È evidente che non si può imporre a un’azienda di mantenere determinati livelli occupazionali se non ci sono i volumi produttivi necessari. Tuttavia, il nostro impegno è quello di cercare soluzioni condivise”. Insieme al presidente Roberti, la Regione ha manifestato la piena disponibilità ad aprire un tavolo di lavoro per approfondire anche il tema degli investimenti che la proprietà intende realizzare sul territorio regionale: “L’idea – ha concluso Di Lucente – è valutare se sia possibile accompagnare l’azienda con un piano di sviluppo che possa rafforzare questa realtà produttiva e, allo stesso tempo, tutelare i lavoratori”.
Nel confronto in Giunta avvenuto a Palazzo Vitale, l’imprenditore campano Francesco Amodio, titolare della Latteria Vesuviana e nuovo proprietario della Del Giudice, ha definito “necessari” i 27 licenziamenti comunicati nei giorni scorsi, annunciando una conferenza stampa per spiegare nel dettaglio le ragioni degli esuberi e il piano industriale che intende applicare allo stabilimento termolese. Accanto a lui, l’avvocato Giacomo Battaglione aveva ribadito la volontà del gruppo di mantenere la produzione a Termoli e di puntare su prodotti “molisani”, sottolineando però la necessità di intervenire su una struttura aziendale appesantita da anni di scelte sbagliate e da una doppia procedura fallimentare che ha lasciato segni profondi sul tessuto produttivo locale.
La Regione, con il doppio passaggio istituzionale di oggi – prima l’incontro con la proprietà, poi la convocazione dei sindacati – tenta di costruire un percorso che tenga insieme verità industriale, tutela occupazionale e prospettiva territoriale, consapevole che la vertenza Del Giudice non è solo una questione aziendale ma un nodo simbolico per Termoli e per l’intero basso Molise.
Il vertice del 20 febbraio diventa così il primo vero banco di prova: lì si capirà se il gruppo Amodio è disposto a presentare un piano industriale credibile, con investimenti misurabili e tempi certi, o se la vertenza rischia di trasformarsi nell’ennesimo caso industriale molisano destinato a esplodere sul piano sociale. Il confronto con i sindacati nello stabilimento, annunciato da Di Lucente, assume un valore operativo e simbolico: riportare la discussione nel luogo dove la crisi si manifesta, ascoltare i lavoratori, verificare le condizioni reali della produzione e misurare la distanza tra le dichiarazioni della proprietà e la situazione concreta.
Sul tavolo restano tre nodi centrali: la sostenibilità dei livelli occupazionali dopo i 27 licenziamenti, la reale capacità produttiva dello stabilimento di via Genova, che negli ultimi anni ha perso continuità e mercato, e la volontà del gruppo Amodio di investire realmente in Molise, andando oltre la gestione emergenziale.

