CAMPOBASSO. La sicurezza sul lavoro in Molise resta una questione critica. Secondo i dati INAIL del 2025, gli infortuni sono aumentati rispetto all’anno precedente: 1.397 in provincia di Campobasso (+40) e 388 a Isernia (-11). Un segnale che conferma come, nonostante le iniziative sindacali, la tutela dei lavoratori sia ancora insufficiente.
A preoccupare è anche il numero degli incidenti mortali: 5 nel 2025, uno in più del 2024, tutti uomini tra i 26 e i 60 anni. Due lavoravano in agricoltura, due nell’industria e uno nell’edilizia.
Secondo la CGIL Molise, questi dati mostrano che lavoratrici e lavoratori continuano a rischiare la vita ogni giorno, mentre mancano investimenti pubblici per controlli e prevenzione, e molte imprese continuano a considerare la sicurezza come un costo piuttosto che un’opportunità.
“È necessario che politica, istituzioni e imprese si assumano le proprie responsabilità – afferma il sindacato – perché la vita dei lavoratori non può essere messa in secondo piano rispetto al profitto. Servono strategie concrete e investimenti strutturali per invertire questo trend”.
Tra i settori più colpiti in Molise ci sono industria manifatturiera (11%), edilizia e sanità (10%), seguiti da agricoltura (9%), con una distribuzione che evidenzia quanto il problema sia trasversale.
La CGIL ribadisce l’urgenza di mettere la sicurezza sul lavoro al centro dell’agenda politica, perché solo con controlli più efficaci e investimenti mirati sarà possibile ridurre gli incidenti e salvare vite.
