CAMPOBASSO. È partito da Venafro il nuovo ciclo di assemblee territoriali di Coldiretti Molise, “Per un Molise ed un’Europa migliore”, un vero tour dell’ascolto che nelle prossime settimane toccherà tutti i principali centri della regione. Un percorso pensato per riportare al centro gli agricoltori e le loro istanze, affrontando insieme le questioni che stanno ridisegnando il futuro dell’agricoltura molisana e nazionale. A guidare l’incontro inaugurale il direttore regionale Aniello Ascolese e il presidente provinciale di Coldiretti Isernia, Mario Di Geronimo, affiancati dal presidente del Consorzio di Bonifica di Venafro, Raffaele Cotugno, che ha ricordato l’impegno quotidiano del Consorzio a sostegno delle aziende del comprensorio.
Ascolese ha rivendicato i risultati ottenuti dall’azione sindacale di Coldiretti in Europa: lo stop definitivo al taglio di 90 miliardi alla PAC, la mancata introduzione del Fondo Unico e la riassegnazione di 10 miliardi agli agricoltori italiani, frutto anche della mobilitazione dei soci davanti alla Commissione europea a Bruxelles contro le scelte della presidente Ursula von der Leyen. A questa vittoria si è aggiunto il congelamento dell’accordo Mercosur, ritenuto da Coldiretti inaccettabile perché privo del principio di reciprocità e potenzialmente devastante per le imprese europee costrette a rispettare norme che non valgono per i produttori sudamericani.
Sul fronte nazionale, Ascolese ha ricordato la mobilitazione di Bari che ha portato il Governo a incaricare ISMEA di definire il costo medio di produzione del grano duro e ad istituire la CUN, lo strumento che dovrà garantire un prezzo equo e impedire ribassi sotto i costi di produzione. Una battaglia che si intreccia con quella, oggi centrale, contro il Codice Doganale Europeo, che consente di etichettare come “Made in Italy” prodotti agricoli e zootecnici trasformati nel nostro Paese ma provenienti dall’estero. Coldiretti chiede a Comuni e Regioni di approvare delibere per sostenere l’abolizione o la profonda revisione della norma, definita un inganno per i consumatori e un furto d’identità per gli agricoltori italiani.
Le questioni regionali hanno riportato l’attenzione sull’emergenza cinghiali, ormai fuori controllo. Coldiretti Molise chiede l’applicazione piena dell’art. 19-ter della legge 157/92, il potenziamento del selecontrollo e della caccia di selezione, e valuta la creazione di corsi per formare un corpo di guardie venatorie volontarie a supporto degli interventi sul territorio. Sul comparto zootecnico, Ascolese ha denunciato gli otto anni di attesa per un Piano Zootecnico Regionale e la necessità di tariffe idriche specifiche per gli allevamenti, ricordando che un bovino consuma mediamente 100 litri d’acqua al giorno. Indispensabile anche il rafforzamento del servizio fitosanitario regionale per prevenire fitopatie come la peronospora della vite o la xylella, che in passato hanno causato la chiusura di decine di aziende.
Coldiretti ribadisce inoltre la richiesta alla Regione di una mappatura chiara delle aree idonee all’installazione di impianti per la produzione di energia elettrica, per evitare ulteriore consumo di suolo agricolo. “Le sfide che abbiamo davanti sono impegnative – ha concluso Di Geronimo – ma per vincerle serve una partecipazione convinta degli agricoltori, affinché la loro voce arrivi forte alle Istituzioni regionali, chiamate a garantire sostegno e opportunità di sviluppo alle imprese molisane”.




