venerdì 30 Gennaio 2026
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Di Matteo: «Non c’è transizione ecologica senza rispetto per il paesaggio»

SAN MARTINO IN PENSILIS. Continua a tenere banco il dibattito sull’eolico offshore in Molise. Sono in tanti a schierarsi contro il progetto Maverick e a ribadire con forza la propria contrarietà. Così come il sindaco di San Martino in Pensilis, Giovanni Di Matteo che, dal suo profilo Facebook, dati alla mano, fa un’analisi ben precisa del suo parere sfavorevole.

«Come possiamo non indignarci di fronte al continuo e incessante attacco che la nostra terra subisce da parte dell’industria delle rinnovabili?

Come possiamo limitarci ad accampare banali pretesti come “non possiamo dire sempre no!” e “fare la nostra parte!”, quando è chiaro ed evidente che si tratta di investimenti ad altissima redditività con ritorni in max 4/5 anni, per pochi o pochissimi, ed enormi costi, per tutti noi molisani, che causeranno la completa e definitiva devastazione del nostro territorio, accelerando quel processo di abbandono già in atto nella nostra regione.

La tabella riporta dati prodotti da ANEV (associazione nazionale energia del vento) e mostra quanto oggi in Molise sia alta la presenza di impianti eolici e la produzione di energia che ne deriva; la nostra produzione pro-capite è pari a circa 15 volte quella dell’Abruzzo o 35 volte quella della Toscana o 100 quella di Emilia Romagna e Piemonte.

Addirittura, Marche, Umbria, Valle d’Aosta, Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, tutte insieme ospitano 21 pale eoliche meno che a San Martino, 31!

In Molise ce ne sono 380! Perché non dovremmo dire no? In Molise la presenza di eolico c’è già!! È già spropositata e si vorrebbe triplicarla in pochi anni. Una vera follia. Non c’è transizione ecologica senza il rispetto per il patrimonio culturale e paesaggistico, vera essenza di ciò che siamo, se ancora siamo. La tutela del territorio, dell’identità, della cultura è la prima missione che i cittadini affidano ai loro amministratori. Gli amministratori devono risponderne».