GUGLIONESI. «Un paese di cantastorie e di politici sprovveduti». All’ex sindaco Leo Antonacci sui cosiddetti “debiti omertosi” del post sisma 2002 replica il predecessore, Cloridano Bellocchio.
«Nonostante il crescente distacco maturato negli anni verso la vita amministrativa di Guglionesi, sempre più tristemente dominata da faziosità e personalismi, dove ciascuno dei contendenti si propone come il portatore della verità e del bene mentre il paese affonda, trascinato per i capelli, mi vedo costretto a fare alcune precisazioni. In riferimento alle recenti dichiarazioni riguardanti la gestione dei contributi sospesi a seguito del sisma del 2002, desidero chiarire alcuni punti fondamentali con un unico scopo: una corretta comprensione dei fatti.
Durante i mandati come sindaco dal 2002 al 2008, al pari degli altri comuni interessati, sono state adottate, in ottemperanza agli obblighi di legge, le seguenti misure: 1. Accantonamento delle somme necessarie per la restituzione dei contributi sospesi, allocate in maniera corretta in previsione delle modalità di recupero che sarebbero state definite dal governo. 2. Una corretta comunicazione con le autorità competenti, informando tempestivamente sulle decisioni prese e sulle misure adottate. Ad ottobre del 2008, con decreto legge 162/2008, sono stati stabiliti termini e modalità per la restituzione del dovuto. A tal proposito, anche il sottoscritto può chiamare a testimonianza «tutti i dipendenti dell’epoca ed i Revisori contabili che si sono susseguiti nei vari anni». Dunque, posto l’accantonamento delle risorse, l’amministrazione guidata da Antonacci con ogni evidenza: non ha ‘ereditato’ nessun debito maturato ma un fondo per pagare quanto dovuto all’Inps.
In generale, su questioni come queste, ci si comporta secondo il principio della continuità dell’azione amministrativa nell’interesse della pubblica amministrazione, così come è stato fatto con i tanti contenziosi e problematiche ereditate dalle amministrazioni precedenti. Rimane da capire: perché si è scelto di tirare in ballo le amministrazioni del 2002-2008; perché non è stato spiegato bene che si potevano fare anche altre scelte per restituire il dovuto all’Inps a seguito della sentenza esecutiva n° 328 del 27 novembre 2015 (sottolineo 2015!! ) della Corte d’Appello di Campobasso, evitando l’aggravio di ulteriori spese per il Comune per centinaia di migliaia di euro. Evidentemente, negli ultimi quindici anni questo paese si è popolato di cantastorie che volevano buttarla in caciara. Un caro saluto di buon anno, con l’auspicio di essere lasciato in pace. Le beghe faziose ed i tentativi di discredito orditi dagli amanti delle dietrologie, per fortuna non sono ‘casi’ che destano un mio minimo interesse. Questo paese che sta soffrendo le conseguenze di una lunga crisi e di una politica che, al di là delle chiacchiere, non ha saputo opporre serie azioni di contrasto per aiutare le persone a risollevarsi.
Dopo i ripetuti commissariamenti (sempre ad opera dei soliti noti !!) ciò di cui abbiamo bisogno sono: nuove energie e persone disinteressate che vogliono mettere a disposizione del bene comune le proprie competenze e passioni. Tutto il resto è noia. E chi deve pagare pagasse».