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giovedì 3 Aprile 2025
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A piè di Castello non ci si sposa più e i vandali vanno a nozze: passerella e gazebo in degrado

TERMOLI. Otto anni fa rappresentò la prima grande novità per esportare cerimonie nuziali fuori dai luoghi convenzionali, per i riti civili, come sala consiliare o Castello Svevo, al di là di quelle celebrate nelle chiese del territorio.

Parliamo del gazebo allestito a Piè di Castello, vicino al trabucco. Struttura in legno che viene anche illuminata ogni notte e che, purtroppo, ha subito la sola attenzione dei vandali, perché quelli dei novelli sposi non si materializza più da tempo.

Nel corso degli anni, sempre attraverso autorizzazioni del Comune di Termoli, a ottenere lo status di ‘location’ per i matrimoni sono state direttamente le strutture private, facendo venire meno l’interesse per una struttura che vista anche la posizione, particolarmente esposta alle intemperie, ha cominciato a subirne l’usura.

Ora, con le orde vandaliche è stato assestato quasi il colpo di grazia sulla passerella di accesso.

Nel corso degli ultimi mesi, il gazebo si è riconvertito a box per ospitare alcuni ‘point’ organizzativi delle manifestazioni che avvengono sull’arenile.

Non è escluso, quindi, che l’amministrazione possa decidere di rimuoverlo, intanto va messo in sicurezza, per evitare che qualcuno si faccia male.

LA STORIA

A lanciare l’iniziativa, nel 2016, fu l’allora consigliere comunale di maggioranza Mario Orlando (oggi siede sui banchi dell’opposizione) e un anno dopo nella primavera 2017, dopo il sopralluogo effettuato dai dipendenti comunali, fu pubblicata la delibera della Giunta Sbrocca che dava il là per ampliare la possibilità di celebrazioni dei matrimoni civili in luoghi diversi dalla “Casa Comunale”, agli stabilimenti balneari  e strutture con accesso al mare o vista mare, presenti sul litorale, oppure di altre strutture (quali alberghi e aree demaniali) presenti sul litorale attrezzate o da attrezzare alla celebrazione di matrimoni e che, in ogni caso, tutelando e preservando lo svolgimento della delicata funzione tempo, anche in relazione all’evoluzione del costume e della società.

Emanuele Bracone