giovedì 15 Gennaio 2026
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A Larino il saluto al giudice Rosaria Vecchi, dopo sette anni lascia il presidio frentano per Pescara

LARINO. Il saluto al giudice Rosaria Vecchi, dopo sette anni lascia il presidio frentano per Pescara.

Dopo quasi sette anni alla guida di un segmento cruciale dell’attività giudiziaria frentana, il giudice Rosaria Vecchi lascia il Tribunale di Larino per assumere il nuovo incarico presso il Tribunale di Sorveglianza di Pescara, come deliberato dal Consiglio Superiore della Magistratura nell’ambito dei trasferimenti “extra ordinem” della Terza Commissione. Una scelta che riporta la magistrata in Abruzzo, territorio dove aveva già operato per oltre quattordici anni come sostituto procuratore, distinguendosi in indagini complesse e in prima linea nella tutela delle fasce più vulnerabili.

La cerimonia di saluto si è svolta questa mattina, al termine della giornata di udienze, nell’atrio al piano rialzato del Palazzo di Giustizia. Un momento sobrio ma intenso, segnato da una partecipazione ampia e sentita: colleghi magistrati, personale amministrativo, il presidente facente funzione Michele Russo, il procuratore Elvira Antonelli, il presidente dell’Ordine degli Avvocati Michele Urbano e il comandante della Compagnia Carabinieri di Larino Vincenzo Bazzurri.

A sorpresa, ha voluto essere presente anche l’ex presidente del Tribunale, Michele Russo, rientrato appositamente per esprimere alla collega un ringraziamento personale per il lavoro svolto e per la qualità del presidio di legalità garantito in questi anni. Un gesto che ha dato ulteriore peso istituzionale alla cerimonia.

Tutti gli interventi hanno sottolineato la cifra professionale della magistrata: rigore, equilibrio, capacità di gestione dei procedimenti anche nei momenti di maggiore complessità, attenzione costante alla dimensione umana delle vicende giudiziarie. Qualità che avevano già caratterizzato il suo lungo servizio in Abruzzo, dove – come ricordato da più fonti – aveva affrontato indagini su traffici di rifiuti, sfruttamento della prostituzione, estorsioni, truffe alla pubblica amministrazione e, soprattutto, numerosi casi di violenza contro donne e minori.

Il trasferimento a Pescara, deliberato dal Csm per coprire un posto vacante non pubblicato nel settore della sorveglianza, rappresenta per la dottoressa Vecchi un ritorno professionale e umano in un territorio che conosce profondamente e dove aveva già lasciato un segno riconosciuto anche dalla stampa nazionale.

Al termine della cerimonia, un lungo applauso ha accompagnato il suo saluto alla comunità giudiziaria frentana. “Ad maiora, dottoressa”, hanno detto in molti, sintetizzando l’augurio collettivo per un futuro professionale ricco di soddisfazioni e responsabilità.

EB