sabato 24 Gennaio 2026
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Un pomeriggio al Macte con l’arte contemporanea: Matilde Galletti e il coraggio delle idee

TERMOLI. Un pubblico attento e numeroso ha animato il Macte (Museo d’Arte Contemporanea di Termoli) per un pomeriggio dedicato all’arte contemporanea in compagnia di Matilde Galletti, curatrice e storica dell’arte marchigiana, fondatrice di Karussell, piattaforma culturale dedicata alla diffusione dell’arte contemporanea nelle Marche del Sud.

Con Karussell, Galletti promuove residenze, interventi site-specific e progetti che riaprono luoghi storici e spazi dimenticati, trasformandoli in contesti di dialogo tra artisti, comunità e territorio. Accanto all’attività curatoriale, Galletti è docente all’Accademia di Belle Arti di Brera e cura la rubrica Il Sale dell’Arte per Fondazione Marche Cultura, contribuendo alla valorizzazione degli artisti marchigiani emergenti e affermati.

L’incontro, partecipato da esperti del settore e amanti dell’arte, si è trasformato in un vero viaggio attraverso la storia dell’arte contemporanea. Matilde Galletti ha fatto un excursus sull’arte contemporanea a partire dai primi del ‘900 fino agli anni ’70, affrontando un tema che da sempre crea spaccature all’interno dell’arte: l’Arte Concettuale.

Dal 1910 al 1970, ha raccontato Galletti, si affermano artisti visionari che mettono in discussione non solo le forme, ma la natura stessa dell’opera. Da qui la domanda che ha attraversato l’intero incontro: chi è davvero l’artista? È colui che concepisce l’idea? Chi la realizza? Oppure chi, credendoci, la sostiene e la rende possibile? O ancora, il fruitore che la completa con il proprio sguardo?

Un linguaggio, quello concettuale, che nel 2026 continua a risultare ancora complesso e spesso poco immediato. “Forse – ha osservato Galletti – il vero plauso va a chi ha creduto in tutto questo in anni in cui tali visioni erano davvero inimmaginabili”.

Il dialogo si è acceso quando dal pubblico è arrivata una domanda diretta: “Cos’è l’arte per lei, Matilde?” La risposta ha restituito tutta la sua sensibilità: “L’arte è un’epifania, esplicabile in milioni di forme. La si può trovare ovunque: in una poesia, in un’atmosfera nebbiosa, in un oggetto naturale o prodotto dall’uomo, perfino in una spaccatura in un muro. L’arte è ciò che ci emoziona, qualcosa che quando la vedi la riconosci”.

A intervenire è stata anche la direttrice del Macte, Caterina Riva, che ha sottolineato la dimensione dell’arte: “È un atto politico forte di ribellione, che ci invita a fermarci, a guardare le cose della vita quotidiana, a sottrarci alla distrazione continua dei social che offuscano la nostra mente e i nostri pensieri”.

Il confronto si è chiuso con una riflessione condivisa sul ruolo dell’artista e del pubblico. Il fine dell’artista, ha ricordato Galletti, è esprimere se stesso. Quello del pubblico, invece, è forse più semplice e più difficile allo stesso tempo: guardarsi intorno senza aspettarsi nulla, lasciando che l’arte accada.

Un pomeriggio intenso, che ha confermato quanto il Macte continui a essere un luogo vivo di pensiero e confronto, e quanto la voce di curatrici come Matilde Galletti sappia ancora aprire domande, visioni e possibilità.

Presenti tra il pubblico anche Oscar De Lena con alcune socie dell’Archeoclub di Termoli, l’illustratrice Laura Fanelli e altri artisti abruzzesi venuti appositamente per l’incontro.

Carla Di Pardo