lunedì 26 Gennaio 2026
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La nuova frontiera della solidarietà: l’Unità di Strada dedicata a poveri e senza dimora alla Misericordia

TERMOLI. A Termoli nasce una nuova frontiera della solidarietà: l’Unità di Strada dedicata ai poveri e alle persone senza dimora, un presidio che porta la firma operativa e il cuore della Misericordia di Termoli, oggi più che mai protagonista del sistema di accoglienza cittadino. L’iniziativa, fortemente voluta dal governatore Romeo Faletra, che ha raccolto l’istanza del dirigente Marcello Vecchiarelli e dalla sua équipe, sotto la supervisione dell’assessore alle Politiche sociali Mariella Vaino, rappresenta un salto di qualità nella risposta alle fragilità del territorio, un gesto concreto che mette al centro gli ultimi e riafferma la vocazione della Misericordia: esserci sempre, soprattutto quando gli altri non ci sono.

Accanto al presidio “Isola Felice”, già punto di riferimento per chi vive in condizioni di marginalità, la Misericordia ha allestito una tenda completamente attrezzata, dotata di comfort essenziali e pensata per garantire dignità e sicurezza. Dodici posti letto pronti all’uso, un luogo caldo e protetto dove chi non ha nulla può trovare riparo, ascolto, un pasto caldo e un volto amico. Non un semplice ricovero, ma un pezzo di comunità che si ricompone attorno ai più fragili.

L’inaugurazione è prevista per domenica 1° febbraio, alla presenza delle autorità civili e religiose, in un momento che non sarà solo simbolico: sarà la conferma che Termoli, quando vuole, sa essere una città che non lascia indietro nessuno. Un tassello importante del percorso solidale costruito negli anni dal governatore Romeo Faletra, che continua a rafforzare la rete di intervento della Misericordia, ampliandone capacità, visione e responsabilità sociale.

Con questa nuova Unità di Strada, la Misericordia di Termoli consolida il proprio ruolo di presidio umano e operativo sul territorio, dimostrando ancora una volta che la solidarietà non è un concetto astratto, ma un’azione quotidiana fatta di mani che si tendono, porte che si aprono e comunità che si riconosce nei suoi valori più profondi.

Emanuele Bracone