TERMOLI. Prosegue il cammino della rassegna Autori in Biblioteca con il quarto appuntamento in programma alle 17 presso la Biblioteca comunale “G. Perrotta” di Corso Fratelli Brigida 88, spazio che negli ultimi mesi sta tornando a essere un presidio culturale vivo e riconoscibile nel tessuto cittadino. Al centro dell’incontro ci sarà Il gioco del silenzio, romanzo d’esordio di Fiorenza Leone, presentato al pubblico con l’introduzione di Claudio Perna, presidente dell’Ada – Associazione Diritti Anziani Molise, che guiderà i presenti nella lettura dei temi e delle ferite che attraversano il libro.
L’opera racconta una vita osservata attraverso gli occhi di una figlia costretta a convivere con il disturbo mentale del genitore, un’infanzia segnata dall’invisibilità, dalla solitudine e da un silenzio che non consola ma isola. È un romanzo che scava nelle pieghe del disagio psichico familiare, nelle dinamiche degli ospedali psichiatrici e nelle strutture per anziani non autosufficienti, restituendo un quadro lucido e doloroso delle fragilità che spesso restano ai margini del discorso pubblico.
Fiorenza costruisce una narrazione che è insieme grido, confessione e riscatto. Il gioco del silenzio, pubblicato da Albatros nella collana Nuove Voci, non si limita a raccontare una storia: attraversa l’adolescenza ferita, l’abbandono, la violenza invisibile delle parole negate, la fatica di crescere senza strumenti per nominare ciò che fa male. La protagonista si muove in un mondo che non l’ha preparata a riconoscere il proprio dolore, tra una madre assente, una società giudicante e relazioni che feriscono invece di proteggere. In quel silenzio imposto, però, impara a ritrovarsi, a dare forma alle cicatrici, a trasformare la sofferenza in parola.
Il romanzo affronta con precisione il tema dell’abuso psicologico, spesso sottovalutato ma capace di lasciare segni profondi. La scrittura di Leone è diretta, sincera, priva di pietismi: ogni capitolo è una tappa di rinascita, ogni dialogo una sfida all’indifferenza.
A rendere ancora più autentico il racconto è la voce dell’autrice stessa. Nata nel 1992 ad Agnone e residente a Campobasso, iscritta alla facoltà di Giurisprudenza, Leone intreccia la sua formazione con una forte sensibilità per le arti e le discipline umanistiche: letteratura, musica e filosofia sono le lenti attraverso cui osserva il mondo e lo restituisce con sguardo critico.
Il volume include anche un QR code che permette di ascoltare un’anteprima audio, un invito a entrare nella storia con un coinvolgimento sensoriale più ampio. Il gioco del silenzio arriva in un momento in cui il disagio giovanile, la violenza domestica e il bisogno di ascolto sono temi urgenti e spesso ignorati.
È un libro che parla ai genitori, agli educatori, agli adolescenti, ma anche a chi ha attraversato il buio e continua a cercare una via d’uscita.
In un’epoca in cui il silenzio rischia di diventare complice, Fiorenza Leone ricorda che raccontare significa resistere. E che ogni parola ritrovata può aprire una porta verso la libertà.
Emanuele Bracone


