TERMOLI. Attesa spasmodica, stamani, per la seduta del Consiglio regionale del Molise, a Palazzo D’Aimmo, dopo le notizie giunte dalla capitale riguardo il futuro della Giunta di Palazzo Vitale.
Il governatore, Francesco Roberti, interpellato dalla stampa, conferma che il rimpasto di giunta non è un’ipotesi ma una decisione già maturata, anche se rinviata al “momento opportuno”.
Dopo settimane di indiscrezioni e il tavolo romano, Roberti chiarisce che la revisione dell’esecutivo regionale avverrà solo dopo l’approvazione del bilancio, perché prima vanno chiusi alcuni dossier urgenti, a partire dagli adeguamenti richiesti sul disavanzo sanitario e dal programma quinquennale concordato con il Mef.
«Ogni partito ha già avuto un confronto con me — spiega — e ciascuno ha deciso internamente quali deleghe rivedere. Sarà mia competenza attribuirle in base alle figure che entreranno in giunta».
Un rimpasto quindi non limitato a Fratelli d’Italia, ma esteso all’intero assetto politico della maggioranza.
Sul fronte sanitario, Roberti interviene anche sulla contestata riduzione delle guardie mediche, che ha provocato la reazione dei sindaci.
«C’è stata una mancanza di comunicazione — ammette — perché il DM77 non impone un numero di postazioni, ma richiede un’integrazione tra 118, guardie mediche e case della salute. Prima di applicare il DCA, previsto dal primo aprile, serve un passaggio nella Conferenza dei sindaci, che restano la prima autorità sanitaria del territorio».
Nessuna novità invece sulla scadenza del 28 febbraio per l’adozione del piano operativo: «Al momento non ho comunicazioni diverse».
Il presidente conferma inoltre di aver incontrato il ministro Schillaci in Conferenza delle Regioni e di aver fissato un nuovo confronto al ministero.
Domani partirà il primo tavolo tecnico per l’integrazione tra Cantarelli e Responsible, con l’Agenas pronta a supportare il processo.
«L’università avrà un ruolo decisivo — aggiunge — perché dovrà contribuire sia all’integrazione dei servizi sia alla formazione e al reclutamento delle figure mediche necessarie ai nostri ospedali».
Un percorso che Roberti definisce “nuovo”, con l’obiettivo di affrontare la carenza di personale e costruire una sanità territoriale più solida.
Emanuele Bracone





