TERMOLI. «È importante che il futuro governo presidi e verifichi con Stellantis le strategie del gruppo verso le aziende dell’indotto del nostro Paese, per ottenere garanzie per l’importante filiera della componentistica dell’auto. Siamo molto preoccupati in particolare della rete dei fornitori dello stabilimento di Melfi». Lo sottolinea Ferdinando Uliano, segretario nazionale della Fim Cisl e responsabile Automotive, che ha illustrato i dati sulla produzione negli stabilimenti italiani.
“L’obiettivo principale rimane la messa in sicurezza degli stabilimenti, degli enti e dell’occupazione. Saremo indisponibili ad operazioni volte a penalizzare e a ridimensionare ulteriormente il patrimonio industriale e occupazionale di Stellantis Italia, come saremo indisponibili a scelte che peggiorino le condizioni lavorative e di sicurezza dei lavoratori”, spiega Uliano.
Uliano sollecita anche l’apertura immediata da parte del nuovo governo del tavolo sul settore automotive.
“La crisi ci ha fatto perdere altri 4 mesi di tempo, per poter incidere sulle politiche di rilancio di uno dei settori più strategici della nostra industria. Restano tutte le incognite sulle intenzioni del futuro Governo sul settore”, afferma.
È ancora in calo, nel terzo trimestre, la produzione di auto e furgoni di Stellantis in Italia, il 2,4% in meno dello stesso periodo dell’anno scorso e il 18,3% in meno del 2019, cioè del periodo pre- Covid. Il 2022 – a causa soprattutto dei blocchi produttivi dovuti alla mancanza dei semiconduttori – si prefigura come il quinto anno consecutivo di flessione e dovrebbe chiudere sotto le 650.000 unità (-37% rispetto al 2017) tra auto e commerciali, con una produzione di auto appena sopra le 410.000 (-40% rispetto al 2017). Sono i dati della Fim Cisl, illustrati dal segretario nazionale della Fim-Cisl, responsabile del settore automotive, Ferdinando Uliano.
La perdita maggiore di volumi rispetto al 2021 si riscontra a Melfi (-3,2%) e alla Sevel (-27,5%), stabilimenti che hanno sempre più contribuito alla crescita complessiva dei volumi. Per i dipendenti del gruppo la perdita nel terzo trimestre è di 53 giornate lavorative. Continua, invece, la crescita di volumi della 500e a Mirafiori, mentre l’entrata in produzione della Maserati Grecale e della Alfa Romeo Tonale danno spinta alla produzione di Cassino e Pomigliano D’Arco. Prosegue l’andamento positivo dello stabilimento di Modena con la Maserati MC20. (ANSA)

