giovedì 12 Febbraio 2026
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Quattro mari, due ministri: il mondo della pesca si rivolge a Lollobrigida e Musumeci

TERMOLI. Enormi le aspettative del mondo ittico, che tra caro gasolio e altre problematiche, rischia l’estinzione e non stiamo esagerando. Il coordinamento nazionale della pesca e dell’acquacoltura dell’Alleanza delle Cooperative italiane, nell’augurare buon lavoro al nuovo ministro Lollobrigida, auspica di riprendere da subito il confronto con il governo per difendere e rilanciare le sorti di un comparto in forte sofferenza. Molti, secondo la cooperazione, sono i nodi sul tavolo e che hanno bisogno di essere affrontati senza più esitazione, per evitare di assistere ad un declino inesorabile della tradizione peschereccia italiana: dal difficile rapporto con l’unione europea, non sempre inevitabile, alla necessità di ammodernare l’ordinamento italiano per tamponare l’assenza di turnover così come difendere il reddito dei lavoratori nei casi in cui non sia possibile uscire in mare.

La produzione di pesca e acquacoltura nazionale, sottolinea l’Alleanza, sfiora i 1.500 milioni di valore, dando un contributo importante all’intero settore primario in Italia; tutto ciò nonostante le difficoltà di una politica internazionale sempre più influenzata dai temi ambientali a discapito delle componenti sociali ed economiche dalla cui combinazione equilibrata dipende la sostenibilità necessaria ad assicurare un futuro a chi vive di mare. «Crediamo nel messaggio trasmesso in queste ore seguito all’annuncio del cambio del nome: sovranità alimentare presuppone forte difesa delle imprese italiane. Dopo il cambio del nome occorre ora cambiare passo per affrontare con ritrovato spirito di squadra un futuro denso di incognite preoccupanti e sfide sempre più difficili. L’Alleanza delle Cooperative Italiane è pronta a dare il proprio contributo. Intanto giungano al neo-ministro ed alla sua squadra i migliori auguri di buon lavoro per continuare a sperare in un domani di prosperità per i pescatori e gli acquacoltori italiani», conclude l’Alleanza. Inoltre, le associazioni di categoria del mondo cooperativistico plaudono all’istituzione del Ministero del Mare.  Il coordinamento pesca e acquacoltura dell’Alleanza delle Cooperative italiane augura al neo-ministro Musumeci buon lavoro, «convinti che quella di istituire un ministero per le politiche del mare sia una scelta opportuna quanto naturale».

Le attività marittime, sottolinea la cooperazione, contribuiscono con 39,5 miliardi di euro alla formazione del prodotto interno lordo (Pil) nazionale: quasi il doppio di quanto prodotto dal comparto del tessile, abbigliamento e pelli o più del doppio delle telecomunicazioni e il triplo di quello del legno, carta ed editoria. Dal punto di vista occupazionale, i quasi 800 mila lavoratori impiegati nel settore della blue economy rappresentano il 3,3% dell’occupazione complessiva del Paese, superiore di quasi 240 mila unità a quella dell’intero settore formato dalla chimica, farmaceutica, gomma, materie plastiche e minerali non metalliferi. Nel settore operano imprese in cui trovano spazio anche i giovani e le donne, visto che una su 10 è guidata da under 35 e ben due su 10 da imprenditrici.

«Tra le caratteristiche fondamentali dell’economia del mare – afferma l’Alleanza- c’è quindi anche quella di essere in grado di attivare indirettamente ulteriori effetti sul sistema economico: per ogni euro prodotto da questo settore se ne attivano infatti altri 1,9 nel resto dell’economia. Il nostro Paese può giocare a livello internazionale un ruolo decisivo su tutti questi aspetti, presentando una vera politica dei trasporti e dell’economia marittima. Assicurare un forte coordinamento politico ed istituzionale delle politiche del mare è un obbiettivo da centrare per valorizzare il sistema marittimo e creare quelle sinergie di cui c’è un forte bisogno per la difesa dei nostri interessi ed il loro rafforzamento in Europa. Lungo questo percorso ambizioso – conclude la cooperazione- il ministro Musumeci potrà sempre contare sulla leale e fattiva collaborazione dell’Alleanza delle Cooperative italiane».