Soli: atto d'amore verso il migliore amico dell'uomo

A quattro zampe gio 13 gennaio 2022

Termoli Stefano Leone ha realizzato un calendario 2022 dedicato ai cani con le stupende immagini di Filippo Cantore

Attualità di La Redazione
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Soli: atto d'amore verso il migliore amico dell'uomo ©Termolionline
Soli: atto d'amore verso il migliore amico dell'uomo ©Termolionline

TERMOLI. Nella nuova veste grafica di Termolionline abbiamo dedicato loro anche una sezione specifica, parliamo degli amici animali, che sempre di più stanno ricevendo attenzioni e affetto dalla gente, sarà anche la pandemia che rafforza questi rapporti.

Chi ha pensato di riservare loro una vetrina speciale sono stati Filippo Cantore, che ci delizia quasi quotidianamente coi suoi scatti, e Stefano Leone, che ha dato alle stampe un calendario: “Soli” attraverso le fotografie di Cantore.

Come illustra lo stesso Leone: "Soli", calendario 2022, è un atto d'amore e di sensibilizzazione verso il miglior amico dell'uomo, il cane. L’opera reca le toccanti immagini di Filippo Cantore ed è curata ed edita da Stefano Leone.

«Cantore ha messo a fuoco, con talento e passione, un mondo capace di emozionarci e di interrogarci al tempo stesso. Gli animali soli e privi dell'affetto dell'uomo ci ricordano il dovere dell'attenzione, della vicinanza, nei confronti di animali straordinari. L'iniziativa non ha alcun carattere di lucro.

Dalla mano all'intelletto, dal pensiero al creato, all'infinito. Vita, testimonianza, simbiosi, istinto, cuore, ragione, ascolto. Sono gli universi attraversati dall'istante eterno che noi chiamiamo fotografia, ma che resiste ad ogni definizione. Perché linguaggio visivo e palpabile dei sensi. Un'esperienza praticabile, anzi doverosa, se non vuoi smettere di esistere. Fino all'emergere di un puro tracciato mentale, fatto di un'unica immagine capace di sintetizzare ogni sequenza, precedente e successiva.

In questo senso l'opera di Filippo Cantore si iscrive nello scenario di una cultura autentica ed erga omnes, dimostrando un'affinità straordinaria tra lo scopritore delle emozioni e il fruitore delle medesime.

Da anni le immagini di Cantore intercettano le pieghe più intime dell'animo umano, sussurrando, attraverso l'apparente staticità dello scatto, la dinamicità del presente poeti-co e tangibile, esistenziale e quindi in divenire. La dimensione creativa del fotografo italiano attiene alla sensibile percezione, alla forza di conciliare tensione e idillio, imprevisto e prevedibile, tecnica e pathos. Tutto ciò annienta il gap tra impulso meccanico e "immaginifico". Le fotografie di Filippo Cantore sono fonte di bellezza e riflessione perché anelano alla possibilità salvifica del creato, alla opportunità, ogni volta, di intraprendere un viaggio interiore eppure comune.

"Soli'; calendario 2022, sua prima iniziativa editoriale, è un nuovo punto di incontro tra l'uomo e il suo fedelissimo amico. L' occhio attento del fotografo mette a fuoco un ribaltarsi delle certezze: da un lato l'assenza, dall'altro la presenza. Sì, il cane c'è, malgrado tutto, disposto e impegnato in sé stesso a sperimentare ogni volta una responsabilità che si chiama fiducia, amore.

È proprio il suo esserci in solitudine e in carenza, che presuppone una frattura, una lacerazione tra diverse creature dello stesso pianeta. Negli occhi di questi animali vi è il sintomo della barriera di indifferenza della contemporaneità, ma brilla ancora la luce antica e limpida della percezione del bene. Gli sguardi dei nostri amici non chiedono la parola del nemico ma l'intima bontà di ogni persona.

Lo strumento scelto dall'autore, il calendario appunto, è congeniale e si offre come quotidiano stimolo di approfondimento della coscienza e della conoscenza. Tale sequenza iconografica, partendo e ripartendo dalla nostra terra, il Molise, ricompone una compagnia tra le immagini rispetto a soggetti identificati come soli. Ed ancora, quegli occhi in copertina, velati e protetti dai fili della natura, nascondono una lunga e tenerissima attesa. Rivelano la speranza di una vittoria o il timore della sconfitta. Chiedono la supremazia dell'essere umano con l'evidenza delle sue migliori qualità e non una vacua ed egoistica trepidazione esistenziale.

Sfogliando l'almanacco registriamo un linguaggio di verità che ci spinge a una scelta. Nella foto di settembre il nostro amico, solo e col pelo bagnato dalla pioggia, sembra volerci ricordare che esiste un affetto incondizionato e integro, una solidarietà naturale in grado di guidarci in caso di cecità o capace di affrancarci dal randagismo etico e spirituale di cui spesso siamo preda. Altro merito della pubblicazione in oggetto è quello di poter lodare e ringraziare tutte le donne e gli uomini, le istituzioni, gli enti e le associazioni, le forze dell'ordine e gli operatori della comunicazione, che da sempre hanno declinato una parte importante della loro vita al benessere degli animali».

«Un ringraziamento particolare va a Filippo Cantore per aver messo a disposizione, anche in questa occasione, a titolo assolutamente gratuito e senza alcuna finalità di lucro, il suo talento e il suo tempo libero. Scorrendo il grande libro della storia constatiamo che l'amore per gli animali appartiene ai grandi protagonisti dell'umanità. Attualissimo l'esempio di san Francesco che vedeva in loro la presenza di Dio. Siamo allora parte fondamentale di un unico progetto che non illustra freddamente lo stato delle cose, né un'esperienza eventuale, ma un progetto chiamato Vita, un Progetto che palpita e respira all'unisono con il Creato.

Mi piace concludere il prefazio ad un'opera di così tale pregio, con le parole di Grazia Deledda che cento anni fa, tra il 1921 e il 1923, ne "Il flauto nel bosco" scrisse: sentivo i suoi passi, dietro di me, come quelli di un bambino, mi raggiunse, e mi toccò lievemente col muso per avvertirmi che era lì, come per chiedermi il permesso. Mi volsi e gli accarezzai la testa di velluto, e subito ho sentito che finalmente nel mondo avevo un amico».

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