Violenza subita e agita dai minori, Garante: "Situazione peggiorata con il lockdown"

L'analisi mer 25 maggio 2022

Campobasso Leontina Lanciano è intervenuta all’evento “Voce del verbo ascoltare”, con gli studenti dell’istituto ‘Pertini-Montini-Cuoco’.

Attualità di La Redazione
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La Garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, Leontina Lanciano ©Personale
La Garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, Leontina Lanciano ©Personale

CAMPOBASSO. “Il problema della violenza dei minori, nonostante i progressi che nel corso del tempo sono stati compiuti su questo fronte, continua a destare allarme anche nella società moderna. E questo non si verifica soltanto in quelle realtà difficili, come i Paesi più poveri o ancora in via di sviluppo, ma anche nel mondo occidentale, che ama definire se stesso civilizzato e regolato da uno stato di diritto”. Lo ha rimarcato la Garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, Leontina Lanciano, intervenendo all’evento “Voce al Verbo Ascoltare - Echi di Primavere”, svoltosi presso il Museo Sannitico di Campobasso. L’appuntamento sul tema della violenza vissuta e subita dai minori, promosso dall’Associazione Alesia2007, ha visto la partecipazione degli studenti dell’I.I.S.S  ‘Pertini-Montini-Cuoco’.

“Questa fragilità – ha proseguito la Garante – rappresentata dalla permanenza del fenomeno della violenza subita o agita dai minori, è stata evidenziata con maggiore forza dagli eventi che si sono verificati in questi ultimi due anni. La pandemia da Covid, infatti, ha amplificato una problematica mai estinta, riportandola nuovamente alla ribalta. I lockdown si è tradotto, infatti, in un aumento degli episodi di questo tipo. Sia sul fronte delle violenze domestiche, sia su quello del bullismo e del cyberbullismo, con particolare riguarda per quest’ultimo. Lo rivelano i dati delle indagini condotte dal dossier dell’associazione onlus ‘Terre des Home’ e del ‘Servizio Analisi Criminale’ della ‘Direzione Centrale Polizia Criminale’, a cui si aggiungono i dati divulgati dalla Polizia Postale”.

I lunghi periodi trascorsi in casa hanno avuto conseguenze drammatiche su bambini e adolescenti. “Rispetto agli anni precedenti, infatti – ha aggiunto Leontina Lanciano – si è registrato un aumento del 13% delle vittime minorenni del reato di ‘Maltrattamenti contro famigliari e conviventi’. In totale, 1.260 bambine e 1.117 bambini hanno subito violenze in famiglia che hanno richiesto l’intervento delle Forze dell’ordine.

I reati telematici, invece, sono cresciuti del 13,9%. Un dato preoccupante, in tal senso, è l’aumento del numero dei casi di detenzione di materiale pornografico: Si è registrato un incremento del 14% delle vittime minorenni di questo reato”.

Come altra conseguenza negativa, ha spiegato la Garante, “il lockdown ha reso più difficile individuare i maltrattamenti e i reati ai danni di minori avvenuti tra le mura domestiche, dal momento che le vittime non hanno avuto la possibilità di entrare in contatto con persone a cui poter denunciare tali episodi. Reati e maltrattamenti, come l’abuso di mezzi di correzione o disciplina o i reati sessuali, che si teme siano invece aumentati dato l’incremento del numero di ore trascorse dalle vittime nel luogo di commissione di tali eventi e l’impossibilità di allontanarsene.

Il maggiore utilizzo di internet generato dal lookdown per consentire l’interazione con l’esterno, in particolare in ambito scolastico, ha poi favorito la diffusione degli episodi di cyberbullismo. La Polizia Postale ha riferito che sono quasi raddoppiati i casi che vedono vittima un minore di età inferiore a 9 anni: nel 2019 erano 28, mentre nel 2020 sono state 52. In aumento anche i minori denunciati (62 nel 2019 contro i 66 nel 2020)”.

Nel caso del bullismo, tra l’altro, “i minori sono interessati nella duplice veste di vittima e di autore, dal momento che per ogni minore bullizzato c’è un minore che bullizza.

Tutto ciò evidenzia con forza la necessità di rafforzare significativamente l’impegno mirato al contrasto di ogni forma di violenza riguardante i soggetti di minore età”.

Per questo, ha concluso Leontina Lanciano, “tutte le parti che hanno un peso in queste dinamiche devono rinnovare l’attenzione su questa problematica. È importante che le istituzioni, come la scuola ma non solo, le forze dell’ordine, i genitori, gli educatori facciano fronte comune per contrastare il verificarsi degli episodi, da un lato, e per portarli allo scoperto, dall’altro. Io, nel mio ruolo di Garante regionale per l’Infanzia e per l’Adolescenza, ho sempre lavorato con impegno su questo fronte. Ne sono un esempio gli interventi effettuati per quel che riguarda il bullismo e il cyberbullismo, che hanno portato alla redazione di un libro scritto con l’Università degli studi del Molise e con l’Ufficio scolastico regionale, e di un vademecum diffuso nelle scuole molisane. In questa occasione, rinnovo la mia disponibilità a collaborare con tutti gli attori interessati, affinché si possano intraprendere azioni sinergiche per contrastare un fenomeno di così grande allarme sociale”.


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