Baratto amministrativo, opzione dimenticata dai Comuni

L'osservatorio gio 22 settembre 2022
Attualità di Claudio de Luca
2min
Il baratto amministrativo ©comitaticivici.it
Il baratto amministrativo ©comitaticivici.it

Il tempo fa mutare le parole. Ed ecco che gli spazzini d'una volta sono diventati “operatori ecologici” ed i bidelli "personale non docente". Oggi la locuzione "baratto amministrativo" è un ulteriore segno dei tempi. Vuole intendere che, ove un Comune intenda adottare lo strumento così denominato, dovrebbe rappresentarlo contabilmente in bilancio (d.lgs. n. 118/2011) laddove questo artificio di numeri impone di dare evidenza anche alle transazioni non monetarie. Cosìcchè oggi le imposte comunali potrebbero essere pagate anche in natura, vale a dire con il lavoro prestato dai cittadini debitori. In anni passati i consiglieri dell’M5s di Termoli avevano lanciato la proposta di inserire nella regolamentazione comunale il cosiddetto 'baratto amministrativo', introdotto dalla legislazione nazionale. L’idea risale al Governo Monti; successivamente (2014) fu inserita nel decreto "Sblocca Italia". Prese piede, però, in pochissimi Comuni molisani. Oggi sarebbe bene accogliere con forza maggiore quel provvedimento dal momento che le contingenze dell'economia hanno fatto ingrossare ancora di più la pressione fiscale, facendola incidere maggiormente sulla fascia più debole della popolazione al punto che forti componenti di essa non riescono ad arrivare manco al 20 del mese. Di qui le decisioni di talune (veramente poche!) Assemblee civiche di varare regolamenti "ad hoc".

Nella seconda metà del secolo scorso questa pretesa era nota con la denominazione transalpina di "corvée". Allora, come oggi, si trattava di un’attività lavorativa prestata volontariamente dal cittadino a compensazione di un'obbligazione tributaria. Nella pratica, Tizio si sarebbe impegnato a tenere pulito il verde pubblico in cambio dell’imposta sui rifiuti che avrebbe dovuto sborsare; oppure si sarebbe dedicato alla ritinteggiatura delle pareti delle scuole comunali per "coprire" il pagamento delle "sanzioni" inflitte. Oggi ciascun Amministratore potrebbe spremere la propria fantasia, inventando un gran numero di varianti. Possono farlo per il tramite dei Regolamenti comunali, disponendo in materia, fissando modalità e limiti degli interventi proponibili ai cittadini od alle associazioni. Insomma potrebbero ritornare di moda quelle "corvée" che, fino a ieri, erano state solo l'oggetto di una curiosità erudita riproposta in virtù di modalità originatesi nel Medio evo.

A tale proposito, almeno sino alla fine degli Anni '50, quest'abitudine era già viva, e concreta, in alcuni centri minori del Molise. Per esempio, a Macchia Valfortore, il Sindaco dell'epoca (Domenico Spadaccino) aveva realizzato la rete fognante del Paese utilizzando appunto tale metodica. Oggi i Regolamenti possono prevedere limiti che escludano l’ipotesi generalizzata del baratto. In effetti, per ammetterlo a favore di un ente locale territoriale, occorre fare riferimento innanzitutto al reddito del proponente, sia pure all'interno di una forbice variabile. Perciò c'è già stato chi ha previsto introiti d'accesso sotto gli 8.500-9.000 euro. Più permissivamente Milano è salita, per esempio, ai 21mila. Previsti anche dei tetti all’ammontare del tributo convertibile con prestazioni di lavoro volontario personale: 1.500 euro ancora una volta generoso capoluogo lombardo. Altri Comuni escludono gli anziani dal fornire attività. Il loro rendimento lavorativo scemerebbe mentre lieviterebbero i costi da investire, necessariamente, nell’assicurazione contro gli infortuni.

Le attività più ammissibili sono quelle legate alla manutenzione ed all’abbellimento di piazze, di aree verdi o di edifici di interesse pubblico. Nella sostanza le esigenze poste alla base della "nuova corvée" hanno pur sempre un che di concreto ed appaiono collegate per lo più alla presa d'atto dell'impoverimento di una porzione di determinati ceti. Purtroppo, in Molise, non siamo entrati manco nella fase sperimentale del nuovo strumento, peraltro difficile da applicare da parte di Esecutivi comunali che preferiscono fare assunzioni di 'clientes' per i piccoli lavori o che magari hanno strutture burocratiche cerebralmente "pigre" quanto alla proposizione di invenzioni dei bisogni.

Claudio de Luca

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