Consumi durevoli, come spendono nel Molise

L'osservatorio gio 07 luglio 2022
Lavoro ed Economia di Claudio de Luca
2min
Beni durevoli ©Alpauno.com
Beni durevoli ©Alpauno.com

MOLISE. Nel 2021 i consumatori della provincia di Campobasso hanno speso, in beni durevoli, piuttosto bene, Isernia, invece è ultima provincia per la medesima spesa.

I dati sono quelli resi noti da uno studio di 'Findomestic', condotto in collaborazione con 'Prometeia': l’incremento della spesa in durevoli è stato trainato dalle auto nuove (49milioni di euro spesi) e dalle moto (87milioni, pari al 19,6%). I 330 milioni di euro spesi dai Molisani, nel 2021, rappresentano un aumento del 16,6% rispetto al 2020; più di quanto registrato a livello nazionale (+13,6%). L’Osservatorio dei Consumi ha certificato inoltre come il reddito medio capitario abbia superato, nell’ultimo anno, i 16mila euro (16.005 = +5%), portandosi al livello più alto del Mezzogiorno dopo l’Abruzzo. A Isernia (+5,2%) risultano 16.191 euro di reddito pro capite per abitante (79° posizione su 107 province in Italia); meglio di Campobasso dove non si superano i 15.934 euro di media (82° in Italia) nonostante un incremento del 4,9% negli ultimi 12 mesi. L'anno scorso il citato Osservatorio ha rivelato che l’incremento della spesa in durevoli è stato trainato, in Molise, soprattutto dal comparto della mobilità tra auto nuove (49 milioni di spesa, +11,5%), usate (90, +13,1%) e motoveicoli (7, +33,3%). Anche quello dei mobili si è rivelato un settore- chiave per il mercato dei durevoli, grazie ad un incremento del 19,6% e un importante volume di spesa di 87 milioni di euro. Gli altri segmenti “Casa” (elettrodomestici, 33 milioni di euro di spesa, +20,5%, e l’elettronica di consumo, TV ed Hi-Fi a +36,6% per 17 milioni) hanno fatto notare 'performances' positive così come la telefonia (+18,9% per 32 milioni), al contrario dell’information technology, unico settore rimasto sugli stessi livelli di spesa 2020: 14 milioni di euro.

Venendo più nel dettaglio, nel 2021, a Campobasso sono stati spesi 237 milioni di euro in generici beni durevoli (16,8% in più rispetto al 2020). Dall’Osservatorio Findomestic emerge che le famiglie hanno speso, mediamente, 2.527 euro per nucleo (con un incremento del 18,3%) pure grazie alla risalita del reddito medio (15.934 euro nel 2021 contro i 15.184 del 2020). La spesa in auto usate (64 milioni = +12,4%) ha superato quella per le nuove (36 milioni, +12,7%), trainando il settore della mobilità che ha visto - anche nei motoveicoli - 'performances' positive: +31,7% per 5 milioni. Le famiglie hanno investito 23 milioni di euro in nuovi elettrodomestici (+21,2%), 12 milioni per TV e HI-FI (+36,7%) e 10 per l’ 'information technology', unico segmento in calo (-1,4%). Anche per la telefonia sono stati spesi 23 milioni di euro (+19%, 248 euro a famiglia), molto meno rispetto ai mobili che hanno raggiunto quota 62 milioni di euro, il 20,3% in più sull’anno precedente.

Dal canto suo, Isernia è l’ultima provincia in Italia per spesa in beni durevoli. Il succitato Osservatorio ha rilevato, nell’ultimo anno, consumi per 93 milioni di euro, in aumento del 16% rispetto al 2020, ma lontani dai volumi delle altre province italiane. Le famiglie isernine hanno speso in media 2.583 euro nel 2021 in durevoli (+17,8%), sostenute anche da un reddito medio per abitante aumentato del 5,2% nell’ultimo anno a 16.191 euro. In molti hanno scelto di acquistare un’auto nuova (+8% di spesa nel 2021 per 13 milioni di euro), ma è ancora più positivo il 'trend' delle auto usate che a Isernia valgono 25 milioni (+15% sull’anno precedente). Quello dei motoveicoli rappresenta un mercato residuale nonostante un incremento di spesa del 37,5%, ma per solo 2 milioni di euro complessivi. I mobili (25 milioni, +18,1%) sono il settore di maggior valore nel comparto “Casa”, distanziando elettrodomestici (10 milioni, +18,9%) ed elettronica di consumo (5 milioni, +36,5%). Sostanzialmente invariati (+0,4%) gli investimenti a Isernia in 'information technology' per la famiglia (4 milioni di euro), mentre la spesa in telefonia è aumentata del 18,6% a 9 milioni di euro.

Claudio de Luca

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